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mercoledì 18 ottobre 2017

ROTTA PER: BOLDINASCO, stretto solco tra due grosse assi

Una giornata autunnale come ce ne sono tante  in questo ottobre caldo e luminoso, una voglia di camminare con flemma e con occhio attento ai particolari e infine una propensione alla sorpresa. Questi sono gli ingredienti che vi servono per affrontare un'itinerario come quello che vi stiamo proponendo. Bisogna essere loquaci con la gente del luogo in ogni istante, anche solo incontrando lo sguardo diffidente di qualche anziano, mentre si chiede un'informazione all'edicolante, perché la gente di Boldinasco non è così abituata al visitatore forestiero, interpreta il proprio luogo quasi come un rifugio chiuso tra due assi stradali molto importanti: Via Gallarate e Viale Certosa. Durante questa passeggiata consigliamo di ascoltare sull'I Pod "Sounds of Silence" l'album di Simon e Garfunkel che come pochi altri ha saputo rappresentare le atmosfere autunnali cittadine.

  • Percorrete via Gallarate con l'autobus n.69 in direzione Piazza Firenze e scendete alla fermata Tibullo.
  • Una volta Scesi attraversate Via Gallarate e vi troverete in una specie di piazzetta dalla forma irregolare, contornata da negozietti e giardini poco curati. A questo punto prendete sinistra Via Pico della Mirandola e percorretela tutta fino a trovarvi di fronte ad una palazzina con archi, si tratta della casa parrocchiale, siete in Via Della Casa. Svoltate a destra e percorretela fino in fondo. Arriverete ad uno svincolo in cui c'è una vista particolare: sulla vostra sinistra si trova una chiesa moderna dalla facciata alta e marrone, con la parete in mattoncini e al centro di essa una grande croce bianca,si tratta di Santa Cecilia. Davanti ad essa c'è un praticello e poco più in là c'è l'oratorio di Santa Cecilia in Piazzetta Cavazzi di Somalia, un tempo denominata la chiesina della Madonna addolorata alla Colombara. C'è da dire una cosa su questa struttura in Giallo Lombardia, molto probabilmente è quello che resta dell'antica Cascina Colombara, uno dei due nuclei abitativi più significativi del quartiere insieme a Cascina Pobbia. Proseguite, girando a destra, in Via Gabriello Chiabrera. Arrivati all'incrocio svoltate a destra e percorrete, tra verdi giardini e palazzoni anni '60 e '70, tutta Via dei Cignoli.
  • Vi troverete, terminato il percorso nella via, in quella piazzetta da dove siete passati poco prima. Ebbene questa non è una vera e propria piazza ma, architettonicamente parlando, un angolo smussato tra due vie (dei Cignoli e Pico) in cui prendono spazio negozietti e bar di vario genere. Tra questi si nota sicuramente l'Autonoleggio Elio, non solo per la scritta vintage ma per l'interno, costituito da alcuni uffici ed un salottino arredato da sedie in stile '70 e da tantissime piante, alcune di queste anche altissime. Dopo pochi passi scorgerete davanti a voi ancora Via Gallarate ed oltre ad essa comparirà  la scritta "La Pobbia, 1850" sopra l'ingresso di un'antico casolare in Giallo Lombardia. Attraversate la strada e fermatevi un istante ad osservare questa antica cascina davanti alla quale un tempo c'era la fermata obbligatoria del tram. continuate a marciare su questo lato della lunga arteria stradale, giungerete in una piazzetta con dei giardini al centro della quale c'è una cappella con una madonnina, qui un tempo c'era un fossato che giungeva dalla Certosa di Garegnano, qui le lavandaie venivano a lavare i panni ed era anche il luogo sacro del quartiere. Ancora oggi, a volte, si vedono delle candele portate dalle vecchie del posto. 
  • Seguite il lato destro della piazzetta ed immettetevi in una via stretta e nascosta, Via Catullo. Subito vi troverete in una dimensione unica, fatta di vecchie case di ringhiera colorate e portoni antichi. Il palazzo che costituisce l'angolo sinistro della viuzza è in Giallo lombardo ed ha delle mansarde che sembrano casette sopra il grande tetto perché hanno un tettuccio a spiovente proprio, indipendente dal resto della struttura. La particolarità di Via Catullo è che sotto ad ogni finestra e balcone sono fissati dei vasi verde chiaro con i nomi degli inquilini, italiani e stranieri. Qui infatti un'associazione ha avuto l'idea, in collaborazione con un negozio di piante che sta al n.8, di donare i vasi a tutti gli abitanti della via, chiamando l'iniziativa "Mettete dei fiori nei vostri balconi". A metà del percorso fermatevi ad osservare due particolari interessantissimi sul lato sinistro: Oltre il cancello del n.10 compare su una parete un tempietto dipinto con un sole giallo sovrastante, dopo poco, in alto compare l'epigrafe dedicata a Code Ferruccio, "arrestato il 3 Febbraio 1941". Usciti dal vicolo, sbucherete in Viale Certosa, percorrete a destra il marciapiede, vi dovete assolutamente fermare davanti alla vetrina del ristorante russo "Tre orsi" sulla quale è dipinto un bosco e delle colline. Proseguite e superate l'ambasciata del Senegal che si trova sulla sinistra, vi troverete presto all'imbocco sinistro di Via Tibullo.
  • Marciate lentamente sul lato destro di Via Tibullo, dopo pochi passi, all'angolo con Via Lucilio Gaio vi farete colpire da un bel palazzo giallo novecentesco, con dei balconi di vago gusto neoclassico e con un giardino di palme ed alberi notevoli. Tirate dritto e non girate a destra, dopo poco fermatevi ad osservare il ristorante "Al 20", la cui parete, visibile dal cortile interno, è decorata da quadretti di vario gusto.
  • Dopo poco sarete di nuovo in quella piazzetta da dove spinta la madonnina, all'angolo con via Gallarate, poco più in là c'è la fermata della 69. Qui vi fermerete e vi farete trasportare da altri sogni urbani.
Arlo

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