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mercoledì 30 agosto 2017

Nanni Svampa e i Gufi

Qualche giorno fa è morto Nanni Svampa e voglio dedicargli questo post, in cui non parlerò delle traduzioni da Brassens.

·        Di solito, non omaggio gli artisti deceduti da poco, soprattutto se non li seguivo quando erano in vita. Ecco, posso dire di essere cresciuto con le sue canzoni, anzi con quelle dei Gufi. Certo, quando sono nato, si erano sciolti da un po', ma in casa le loro canzoni giravano e mi hanno fatto conoscere il patrimonio musicale di Milano e più in generale della Lombardia. A differenza di Jannacci, Gaber e altri, che hanno arricchito il panorama canoro meneghino con pezzi loro e quindi con pezzi d'autore, Svampa e i Gufi sono stati soprattutto dei divulgatori, attingendo a una tradizione secolare. Hanno fatto anche brani di quei poeti citati sopra, come Ma mi e Porta Romana, divenuti ormai "di tutti" o "della Città". Le cose riprese dai Gufi sono spesso anonime o scritte da autori conosciuti solo da eruditi, ma ormai facenti parte dell'universo delle canzoni popolari milanesi e ben vengano i divulgatori come loro. Grazie a loro, per esempio, ho ascoltato e amato La povera Rosetta

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