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lunedì 8 maggio 2017

Palazzo Vertemate a Piuro

(un ringraziamento ad A, JFT,  per avermelo fatto scoprire)

Piuro era un paese ricchissimo, grazie alla sua posizione e ai suoi mercanti, ma ora non esiste più, in quanto è stato distrutto da una frana nell’agosto o settembre, a seconda del calendario, gregoriano o giuliano, del 1600 e qualcosa.  La riforma del calendario aveva avuto luogo non molti anni prima. Di Piuro, Ora ne rimangono solamente le frazioni.  In una di queste frazioni, Prosto di Piuro, risparmiata dalla frazione perché fuori della traiettoria, si erge il palazzo cinquecentesco dei Vertemate-Franchi.  La provincia è quella di Sondrio, appena sbocciata da quella lecchese. Le montagne intorno sembrano disabitate. Sembrano. La Svizzera non è lontana, Milano neppure. I comuni noti più vicino sono Colico e Chiavenna.

Analogie

Sulle cause della frana, esiste una versione  che l’attribuisce  a una punizione divina per la tracotanza e la ubris degli abitanti. Riaffiora alla memoria una leggenda trentina che vuole che in fondo al lago di Caldonazzo si trovi una città, sommersa. In entrambe, la causa scatenante è il rifiuto di accogliere un mendicante, violando il principio di ospitalità, un tempo sacro, come si legge nei poemi omerici.  La Val Chiavenna, cui Piure fa(ceva) parte, e il lago di Caldonazzo sono lontane e giacciono più o meno sula stessa latitudine.

Rivalità tra Valtellina e Valchiavenna

Già, la Valchiavenna. Da non confondere con la vicina Valtellina. Ci deve essere della rivalità e lo si evince da una spiegazione sull’assenza di un costume tradizionale valchiavennasco da parte della guida del palazzo: il costume tradizionale era il vestito buono, ma quelli della Valchiavenna, territorio ricco, il vestito buono lo mettevano tutti i giorni.  In questa valle, il clima è più dolce delle zone limitrofe e favorisce la crescita di viti e di piante esotiche impensabili così a nord.

In evidenza

Il tour del palazzo con questa guida è stato interessante ed esauriente, arricchito da chicche come quella del come quella del non-costume valchiavennasco. Vi invitiamo a visitarlo, pertanto non ne verrà fatta una recensione accurata e dettagliato, ma ci si limiterà a segnalare i punti maggiormente degni di menzione, almeno secondo Rsl: •I vini esposti in biglietteria. •Il giardino, di cui in parte si è scritto sopra, con il suo muro specchio per i raggi solari. •Il fatto che il sentiero, oggi interno alla struttura, un tempo fosse esterno •Il simbolo araldico sopravvissuto all’iconoclastia anti-aristocratica. •Le immagini degli dei pagani private degli occhi perché terrificanti •Le scritte incise sui quadri considerate testimonianze preziose (gli atti vandalici di oggi un domani saranno reperti storici) •Le prospettive •Il quadro di Marte che ci segue con gli occhi dovunque andiamo •La stanza che rappresentò la Lombardia nell’esposizione del 1911. •I Vertemate sono una derivazione della famiglia milanese Della Porta, un cui ramo cambiò nome adattandolo al luogo. Qualcuno di loro andò a Basilea, teutonizzò il nome, portò là il tessile e forse diede, direttamente o indirettamente, una spinta all’industria chimica, così importante per la splendida città elvetica. •Il coinvolgimento di quest’area nella storia del Protestantesimo. •La conoscenza della storia di questo luogo, in senso esteso, da parte di abitanti del Nord Europa, come i belgi.
Massimiliano Priore

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