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martedì 9 maggio 2017

L'uomo dalla tazzina splendida

Di solito sceglie sempre i posti dove bazzicare, la metropoli è grande e a lui piace buttarcisi dentro e nuotare come in una piscina; questa è la sua piscina preferita ed è fatta di gente, occasioni, luci e palazzi.
Questa Milano è la sua piscina d'oro, il bordo incantato prima del baratro, il bordo incantato sul quale gli piace ballare e fare le acrobazie. Dove andare? Lui sa già tutto quello che vuole, un ambiente che sia patinato o vagamente cool ma sopratutto deve essere pieno, pienissimo di gente che si muove e che si mescola.
Quando te lo trovi davanti all'improvviso entrando in un grande negozio o in uno di quei mega spazi cittadini adibiti a bar-store-multimediali-cultural-musicali lo riconosci subito. Si muove in quel suo look similfashionista e dalla giacca a quadrettoni di tartan troppo grandi, probabilmente comprata in un outlet di periferia, spunta una testa a uovo con disegnate sopra due guanciotte rosse che insieme alla bocca e agli occhi regalano ai passanti un'espressione buffa e vagamente imbarazzata. Il signore in questione ha un'età indefinibile ma quel che è certa è la sua corporatura cicciottella e per nulla atletica che rende difficile la vita alla giacchettina troppo stretta per lui. A un primo impatto può passare inosservato tra migliaia di persone, seduto lì all'angolo mentre legge un libro; se invece lo si guarda bene da vicino si capisce che c'è qualcosa che ci sfugge...
Il soggetto si prepara a casa alle cinque di pomeriggio per andare all'attacco verso sera, si veste di tutto punto, prende la tazzina della mamma, il cucchiaino e il piattino e se li mette in borsa; armato di coraggio e vitalità si incammina verso la città. Le sue spettacolari incursioni possono avvenire a rotazione tra la Feltrinelli di Piazza Piemonte, il Bistrot della Stazione centrale, l'Eataly di Porta Nuova e il bar della Rinascente. Lo spettacolo consiste nell'arrivare dentro passando tra il moto tumultuoso della gente e cercando di non farsi notare, sedersi ad un tavolo e tirare fuori la tazzina e gli altri strumenti dalla borsa... senza precedenti!!!  Per qualche istante il cameriere lo guarda con sospetto ma poi confuso dalla ressa se ne scorda, dopo mezz'ora passa davanti a quel tavolo ma l'uomo e la tazzina se ne sono andati!! Mannaggia!!
A Milano fa freddo e conviene stare in spazi caldi, ma devono essere spazi moderni per fare bella figura. L'ometto tondo vuole fare sempre bella figura ma c'è la crisi e deve risparmiare allora perché non portarsi una bella tazza da casa? C'è sempre la tazza della mamma che gli da tanta sicurezza e gli tiene compagnia.
Arlo Skocir

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