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martedì 9 maggio 2017

La Martesana e il suo Naviglio

Giovedì 27 novembre, al Circolo Cerizza di via Meucci a Milano (che abbiamo visitato nel nostro Tour di Crescenzago), si è tenuta la presentazione del libro "La Martesana e il suo Naviglio", edito da Meravigli, di Giancarlo Mele, autore, saggista, uomo di teatro, come scrittore, regista e co-fondatore di una compagnia,  e curatore di una rubrica sul Giorno sulla Martesana. Soprattutto, si è definito un "innamorato della Martesana".  A parlare, in sala, c'era infatti proprio lui. Ha fatto un excursus storico dai Celti fino a oggi e ha accompagnato l'uditorio in un viaggio ideale in quest'area, tra i suoi borghi e i suoi quartieri. Non sarà fatta una recensione del libro, anche per il motivo semplice che non lo abbiamo letto. Inoltre, tante cose sentite, non sono nuove a chi abbia un po' di famigliarità con la storia della nostra città, perciò qui non saranno approfondite perché date per scontate. Ci si limiterà a ricordare i passaggi più interessanti della serata.
1) Il riferimento (intenzionale?) al libro "I Celti e Milano".
2) L'etimologia di Tarantasio come crasi dei nomi delle divinità celtiche Taranis e Tutasis e la sua spiegazione razionale attraverso i giacimenti metaniferi del lodigiano.
2 Alpha La derivazione del toponimo Ripalta da Riva alta, risalente ai tempi del lago Gerundo, cui e legato anche il succitato drago Tarantasio
3) Il quartiere Ricetto di Cassano d'Adda, rimasto come nel Medievale e i nomi suggestivi delle sue vie.
4) La fabbrica dei Visconti di Modrone a forma di castello, in ricSposta nel cestinoordo dei propri antenati duchi.
5) Il vino della Martesana, oggi sparito, e Bussero località enologica.
5 Alpha) Il museo etnografico di Bussero, uno di quelli della zona.
6) Un affresco trovato a Cassina de' Pecchi in stile Vergine delle rocce (di Leonardo?).
6 Alpha) Lo sfondo della Vergine delle rocce sarebbe proprio un paesaggio della Martesana.
7) La Villa delle conchiglie e dei simboli esoterici.
8) L'attribuzione dell'attentato di Galeazzo Maria Sforza a sicari ingaggiati da Lodovico il Moro.
9) L'eroina Agnese Pasta di Melzo, che issò il vessillo della Repubblica Ambrosiana contro i veneziani.

Gorgonzola

Mele ha rivendicato fieramente la martesanità di questo formaggio, in contrasto con i novaresi. Ha spiegato che iniziò a essere prodotto nella località da cui prende il nome perché essa è il primo paese che si incontra(va) scendendo dalle montagne e che con l'arrivo della ferrovia la sua produzione, diventata industriale, si spostò a Melzo.

Sbavature e polemiche

Ha detto che nella Martesana è stato trovato un teschio con segni di ferite e che potrebbe essere quello di Galeazzo Maria Sforza, il cui corpo non è stato trovato e che è l'unico Sforza non seppellito in Duomo. Peccato che la tomba del Moro si trovi in Francia, a Tarascona.  Infine, parlando delle cucine economiche di Gioia, fondate da una nobile che fu anche suffragetta, ha tuonato contro i grattacieli di Porta Nuova, definendoli mostri. A noi di Rsl quei grattacieli piacciono molto e crediamo che il contrasto esalti entrambi gli stili, quello contemporaneo e futurista e quello più antico. Questi però sono gusti.  E' però evidente che dalla riqualificazione dell'area, che passa anche da Torre Unicredit e Diamante, traggono vantaggio anche le costruzioni del passato in quanto inserite nel circuito di Porta Nuova o comunque a esso adiacenti. Lungi dal diventare sobborghi, sono ormai nel centro della città e in questo modo valorizzati di più.

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