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martedì 9 maggio 2017

Cronache del "Villaggio Rosa" a Novate

Di Arlo Skocir

Ci si trova all'incrocio di strade deserte nella più profonda periferia nord della città, la sensazione che si prova è quella di essere in una vera terra di nessuno e se qualche anziano per caso non tirasse fuori (probabilmente in qualche polemica da gioco delle carte al bar) una forte identità Novatese ci si potrebbe barcamenare per parecchie ore sull'interrogativo: "In che posto siamo?"
Quello dove vi portiamo oggi è il "Villaggio Rosa" di Novate milanese, si arriva lì dalla Statale Comasina, arrivando dal capolinea della Metro Gialla e muovendosi verso fuori Milano. All'altezza della storica struttura industriale ex-Max Meyer si svolta a sinistra e si prende Via Novate. All'altezza di un'area verde sulla sinistra molto simile ad un boschetto da Camping area c'è una viuzza che entra sulla sinistra; è proprio un micro mondo ancora sconosciuto.
La via di cui stiamo parlando è Via Pascoli la cui cornice è dipinta da case igloo di colore bianco che sbucano furi da una fitta vegetazione di palme e di pini. Queste case igloo o a fungo, si sviluppano tra la via in questione e via Donizetti creando una vera e propria oasi di periferia.
Per saperne di più parliamo con i vecchietti del quartiere molto sorpresi del nostro interesse per il posto, ci raccontano che il villaggio viene chiamato così perché  un tempo ci abitava una certa Sig.ra Rosa, molto nota a Novate. Parliamo anche con un gruppo di cingalesi che abita nei palazzi qui vicino il che (insieme alle palme, agli igloo bianchi, ai vecchi sorridenti, al parchetto con la staccionata...) rende l'atmosfera ancora più fiabesca e quasi esotica perché più che a Milano potremmo benissimo trovarci in un villaggio in mezzo al deserto.
Ci raccontano che probabilmente l'architetto era tedesco ma è morto, secondo alcune ricerche anche queste come quelle ben più note di Via Lepanto sono state progettate dall'ingegnere Mario Cavallè e risalgono al 1946. Quello che è certo che qui assumono un fascino molto più sorprendente.
Chi si aspetterebbe che gli extraterrestri oltre a scegliere una base radical-chic nella Maggiolina avessero selezionato per i loro membri proletari un posto così impensabile?
,  ... a voi le conclusioni.

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