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martedì 30 maggio 2017

Pillole di Montalbino


In tema di attualità, lo sapevate che in via Murat ha sede la cooperativa di tassisti Radio Taxi 8585? Nata nel 1960, è la più antica d'Europa.
 
Pillole di Montalbino
Andando dalle parti di via Murat, è impossibile non vedere un edificio basso tutto colorato. E' la Beda House, un locale.
Da dove viene questo nome, a mio giudizio un po' orientaleggiante? Semplice: questo locale è stato aperto dal signor Beda.
...Altro...

Pubblicato da Massimiliano Piore20 febbraio
Pillole di Montalbino
Piazzale Istria
Il "Palazzo rosso"
L'edificio di Giulio Minoletti ha nove piani e ha un andamento curvilineo per seguire il disegno della piazza. Si tratta di un ssempio di razionalismo
Si tratta della prima opera dall'architetto ed è parte di un più vasto sistema rimasto allo stato di progetto con cui si organizzava l'intero impianto della piazza,.
Il progetto non è stato realizzato completamente, ma alcuni elementi di matrice razionalista e novecentista ci sono, l'alternato disporsi sul prospetto principale di fasce orizzontali e verticali.
Giulio Minoletti fu sin dai suoi primi lavori uno dei protagonisti del razionalismo milanese.
L'incarico di progettare un complesso di edifici attorno alla piazza fu affidato nel 1934 al neolaureato Minoletti, allora non ancora venticinquenne, dalla società S.C.A.V.A., di Milano.




Chiesa di San Paolo/2
Il 13 agosto 1943 i bombardamenti aerei hanno danneggiato gravemente chiesa e Oratorio, poi parzialmente ricostruito nel 1945.
Il 3 febbraio 1957 ci fu la visita pastorale dell’Arcivescovo Montini (poi divenuto Paolo VI) che, parlando dell’Oratorio disse “Occorre ora una bella casa per i giovani”.
L’Oratorio allora era in condizioni pessime: una cantina fungeva da cappella, le aule di catechismo erano fatiscenti, il soffitto che cadeva a pezzi, il campo di calcio quando pioveva diventava un lago.
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Pubblicato da Massimiliano Piore15 febbraio
Pillole di Montalbino, il quartiere dell'esperigita di sabato 11 febbraio 2017.
La basilica di San Paolo Apostolo,
è in piazzale Caserta
nel 1928 venne inaugurata una prima parte
nel 1934 fu completata consacrata dal Cardinal Shuster.
non ha campanile, come la vicina chiesa di Prato Centenaro, dello stesso architetto, Piero Palumbo.
è dedicata a San Paolo, protettore dei giornalisti perché il Villaggio dei Giornalisti, sorto del 1911, è lì vicino.
Il giardino Wanda Osiris
Già giardino di Via Veglia, è un'area verde di Milano, sita nella zona settentrionale della città. Il giardino, progettato da Luigi Griso, fu aperto al pubblico nel 1991 e in seguito dedicato all'attrice Wanda Osiris; ha una superficie di 22 100 m².
Una scossa di terremoto di magnitudo 2.6 sulla scala Richter si verificò alle 4.27 15 giugno 2016 a Milano. L'epicentro il giardino Wanda Osiris.

Pillole di Montalbino
Etimologia di Montalbino
Il nome deriva della cascina Montalbino, che si trova in via Airolo.
Questa cascina è del XVIII secolo e in parte esiste ancora.
Negli anni ’60 e ’70 c’era il laboratorio di un falegname.
(fonte: Vecchiamilano.wordpress)

venerdì 19 maggio 2017

Noi viviamo in periferia

Noi viviamo in periferia è un libro scritto da Stefano Pellegrini, già autore di Tutto quello che mi serve veramente sapere l'ho imparato in Bovisa. La Bovisa è protagonista anche della nuova creazione dello scrittore, romano che vive a Milano. Una volta una donna romana mi disse “Rispetto a Roma, Milano è un grande paesone”. E chissà che anche Stefano non abbia trovato questa atmosfera in questo quartiere che mescola vecchi e nuovi operai, studenti, professionisti, artisti e diplomatici (per capire appieno questa frase, occorre leggere il libro), nobilitato anche dalla canzone popolare e d’autore, come, per esempio, in alcuni brani di Nanni Svampa e dei Gufi.

L’opera consta di episodi, da leggere, secondo lo scrittore, quando si ha qualche breve momento libero, magari sulla 90. E allora, come non pensare a Istvan Örkèny e alle sue Novelle da un minuto?

Ho deciso di recensire questo libro perché condivide il nostro spirito di ri-valutazione e ri-creazione di quartieri periferici. Come si trova scritto da qualche parte in questo sito, non ci sogneremmo mai di mettere in dubbio la bellezza e il fascino superlativi del Duomo (oddio, il Verri non ne parlava in modo proprio lusinghiero), ma a noi interessa (anche) far conoscere altre parti di città, anche attraverso le storie dei loro abitanti e delle loro attività. Come la Bovisa di Stefano Pellegrini.


Il libro è pubblicato da Onda d’urto edizioni e siccome l’oggetto libro è finito ma di storie da raccontare ne nascono sempre, c’è anche un blog integrativo, https://noiviviamoinperiferia.net/

mercoledì 17 maggio 2017

Pane di lusso

Il pane di lusso, in tempo di guerra, era il pane di farina bianca. Di lusso perché era raro da trovare e si mangiava pane nero, pane fatto con altri tipi di farina, considerati di qualità inferiore.

martedì 9 maggio 2017

La zanna della tigre nella giungla dei libri usati

di Arlo Skocir

I mercatini dell'antiquariato di Milano ci piacciono molto, ci fanno impazzire. La loro magia imprevedibile ci stupisce sempre e ciò avviene non solo grazie alla loro posizione nell'area urbana ed extraurbana, avviene anche per la mercanzia e le cianfrusaglie che si possono trovare nelle bancarelle. I libri usati venduti a un euro e tenuti malissimo a volte possono acquisire un fascino fortissimo se si notano alcuni elementi molto importanti: il colore della copertina, l'immagine raffigurata, il carattere tipico dell'epoca e la rilegatura.
Tra i nostri escurus in questi mercatini abbiamo trovato questo piccolo gioiello la cui stampa risale al 1956 e la prima edizione risulta sia del 1943. L'autore è un prete che si diede alla scrittura nei primi del '900 pubblicando opere prevalentemente dedicate alle missioni. "La Zanna della Tigre" contiene tutti quegli ingredienti, sia narrativi che grafici, tipici della tendenza salgariana di quel periodo e riesce a trasmettere quei valori di coraggio, lealtà, curiosità e avventura che crearono il mito esotico post-coloniale.
Il romanzo parte con Sahib, che decide di andare a cercare il padre scomparso in India nel bel mezzo dello sfruttamento degli schiavi bianchi da parte del Rajah.  La confessione di Dick, un amico del padre riuscito a fuggire miracolosamente dalla persecuzione del sultano gli svela che il padre è stato fatto prigioniero dopo u naufragio su una spiaggia indiana. Si pensa che il responsabile di ciò sia stato Tipoo, capo della tribù malvagia dei Dakoiti. Così Sahib si avventura tra tigri, serpenti e giungle nere per ritrovare il padre e liberarlo.
Noi ci avventuriamo nella fantastica giungla dei libri usati che ci riserva ancora tante sorprese ed originali emozioni!

The Pelvis in the keys

E' davvero curioso come in una giornata come questa, in cui la città è semicoperta dalla neve scesa in mattinata, si possano notare particolari che di solito si ignorano. Le strade sono vuote in un sabato nel bel mezzo delle vacanze di Natale e si cammina ondeggiando in una luce opaca e grigia che subito dopo le cinque del pomeriggio si trasforma in un sipario scuro che cala sulle luci dei palazzi e dei negozi. L'armonia di Milano in un giorno come questo è languida e sospesa, si libera facilmente attraverso tutto ciò che prima sembrava nascosto e inafferrabile e ora è davanti ai nostri occhi.

Nella luce buia della sera sembrano prendere vita i pupazzi di Babbo Natale che sbucano dalle vetrine o sui muri. Gli allestimenti vengono notati di più e la loro illuminazione brilla come le stelle nella notte. C'è un negozio, la Casa della chiave, più o meno in fondo a Via Ponte Seveso, a destra dell'incrocio con la Circonvallazione esterna, che al suo interno ospita the Pelvis raggiante in completo da concerto. Cavolo, è proprio una sorpresa!! Nelle notti d'inverno passi in macchina uscendo dal ponte della stazione e te lo trovi lì a destra che suona solitario in un mare di chiavi appese e illuminate dai neon. Serrature, lucchetti e arnesi in metallo, cosa c'è di più rock n'roll in questa città?!? Il mazzo e il portachiavi agitati nella mano hanno un suono pungente e ribelle, un suono che anima questi pomeriggi silenziosi.

Un negozio di chiavi è l'ultimo posto dove troveresti una divinità. La magia è in quello che non ti aspetti, rallentando un po' i nostri occhi brillano (...alla faccia della tristezza)!

Arlo Skocir

 

Decadenti e raffinati: Il Grand Hotel Brun di Milano

Si arriva da Milano percorrendo Via Novara e, dopo un breve svincolo, si svolta a destra in Via Caldera verso Quinto Romano.  Un ampio spazio verde davanti a voi sembra anticipare il grande ingresso nel bellissimo Parco delle Cave. Il primo impatto è quello che conta, un gigante di colore rosso mattone che si fa largo tra le sterpaglie e le vecchie cascine e si sviluppa in altezza lanciando verso il cielo grigio quelle sue finestre metalliche  e un po' spaziali.
Il Grand Hotel Brun oggi è abbandonato a sé stesso, in completo stato di decomposizione e fallimento architettonico. Nel suo complesso riesce però ancora a essere affascinante e a non passare inosservato agli occhi curiosi e un po' diffidenti delle automobili in corsa. Per vedere ancora più da vicino i particolari di questo colosso triste consigliamo di entrare nel complesso di uffici Carglass che si trova al fianco dell'hotel, da qui si può tranquillamente girarci attorno e notare la sua particolare pianta composta fondamentalmente da tre giganti angoli ottusi appoggiati sulla base circolare, quasi a forma di nave spaziale, del ristornate hall.  Tra quelle vetrate attraverso le quali un tempo s'intravvedevano uomini d'affari girovagare con in mano la 24 ore o con un cocktail da party oggi crescono cespugli e rovi; la pista da ballo è diventata un grazioso deposito di spazzatura.
Il Brun  può essere definito un vero e proprio cimitero di illusioni generazionali, un posto che racchiude in sé tutta la decadenza di uno stile di vita e di ideali che nel corso della storia sono finiti per marcire. La sua forza era mescolare l'innovazione dei suoi servizi con eventi del tutto originali, se si pensa che quella che un tempo era la sua lounge in stile similvittoriano arredata con poltrone kitsch in pelle rossa e tavolini in legno tondi ospitò personaggi come Jair Da Costa, calciatore brasiliano della storica Inter degli anni 60. Qui nel 2010 il maestro Swami Kriyananda ha presentato il suo capolavoro Autobiografia di un Yogi scegliendo un luogo un po' troppo patinato per un santone orientale. Oggi il Brun è disabitato, abbandonato da un padrone appartenente alla N'drangheta e coinvolto negli affari sporchi legati alle slot machine.
   La classe di un tempo viene cancellata dalla volgarità della vita di oggi... tutta la realtà scritta sui muri marroni del Grand Hotel Brun.
Arlo Skocir

ROTTA PER: Quel salotto illuminato di periferia che è il Casoretto

A Milano ci sono alcuni quartieri molto particolari che assomigliano più a sobborghi raccolti attorno ad una piazza o ad una chiesa antica che spesso sbuca fuori dai palazzi di periferia quasi come un'entità estranea a tutto il contesto. Questi agglomerati di sera spesso ci sembrano delle coperte di luci e di suoni che si stringono armoniose sul monumento centrale e d'inverno trattengono tutto il calore umano necessario per la sopravvivenza. Ci sono le persone e i flaneur come noi che vagano persi nell'aria fresca del crepuscolo, li vedi sbucare da dietro una parete che divide le industrie abbandonate dal resto del mondo; gli sguardi si soffermano su interni di appartamenti illuminati ai piani superiori per poi, dopo l'incanto, ricominciare a volare.
Uno di questi quartieri è senza dubbio quello che si sviluppa attorno alla Piazza di S.Materno e Via Casoretto, la colonna sonora da noi consigliata per andarlo a scoprire è la musica dell'artista francese Miossec, cruda ed intimista come quest'ambientazione.
  • Scendete con l'autobus 55 sul lato destro della piazza e davanti a voi noterete subito la bellissima facciata romanica della chiesa di S.Maria Bianca della Misericordia, avanzate verso l'edificio ed una volta davanti girate a sinistra.
  • Imboccate Via Lambrate e percorretela sul lato destro, dopo pochi passi noterete la scritta antica di un vecchio cinema impressa su una parete dell'oratorio. In Via Lambrate ci sono molti palazzi affascinanti per i colori e per le facciate liberty dei portoni. Dopo averla percorsa, troverete Via Leoncavallo sulla vostra destra e sulla sinistra, imboccate la grande via sulla destra ovviamente masticando il marciapiede destro. Poco più avanti sul lato opposto fatevi colpire dalla bellissima facciata e dai particolarissimi balconi del n.19. Proseguendo sulla vostra sponda fermatevi ad osservare l'interno del Bar 26, interessante per le sue pareti verde acqua, sulle quali si appendono vecchie foto di Milano ed il bancone squadrato in legno vintage. Proseguendo vi troverete all'angolo con Via Mancinelli, precisamente dove svetta un ingresso del deposito Atm in perfetto stile primi del '900.
  • Percorrete Via Mancinelli sul marciapiede destro, dopo pochi passi fermatevi ad osservare una fessura tra i muri da dove s'intravvede il retro suggestivo di molte case di ringhiera e vecchi palazzi. Proseguite nella marcia fino a trovarvi davanti all'ingresso di una sede del Politecnico, fermatevi solo un istante e poi continuate dritto.  Alla fine della via sul vostro lato troverete un ingresso antico protetto da due colonne sormontate da sfere di cemento e dipinto da scritte artistiche di diverso genere, sul lato opposto vedrete invece dei grandi ed artistici murales dedicati a Fausto e Iaio, martiri del Centro Sociale Leoncavallo.  All'incrocio con Via Casoretto girate a sinistra per divorare l'asfalto sul lato destro.
  • Giunti all'incrocio con Via Teodosio svoltate a destra per marciare sulla stessa riva del lungo percorso alberato. Dopo pochi passi fermatevi ad osservare l'insegna un po' démodé del centro thai Ranmani e la vetrina con oggetti e buddha molto particolari. Più avanti al n.79 c'è l'ingresso di un palazzo sulle cui scale cresce un'immagine divina e classica con su scritto “Parva sed mihi apta”. Fate sudare le suole sull'asfalto destro di Via Teodoro in avanti fino a trovarvi vicino ad una palazzina bassa ed in restauro, la vostra curiosità si soffermerà su un tubo di scarico molto particolare perchè da esso spunta un ventaglio di punte enormi... Arrivati in Viale Porpora girate a destra dove c'è il benzinaio, percorretela per un breve tratto sul lato destro.
  • Arrivando da questa direzione la prima via che troverete è Via Padre Martini, stretto e delizioso passaggio attorniato da villette liberty che splendono anche di notte. Vi colpiranno in particolare le costruzioni dei n.civici 12 e 16. In fondo alla via sulla sinistra all'angolo c'è una villa castelletto dei primi '900 con delle vetrate ed una terrazza spettacolare, è l'ingresso della Residenza Sanitaria Nuovo Fiore di S.Maria di Loreto. Qui svoltate a sinistra percorrendo Via Mario Bianco sul lato destro. Il tratto è breve ma intenso, al n.5 c'è un bellissimo portone con delle colonne severe. Arrivati in Via dell'Accademia girate a destra marciando sul lato sinistro della via, qui vi dovete far colpire della vecchia Trattoria Libanese dell'Accademia , proseguendo vi troverete di nuovo su Via Casoretto.
  • A questo punto svoltate a sinistra e state sullo stesso lato per poi giungere in Piazza S.Materno. Su questo marciapiede vi farete colpire da diversi negozietti d'epoca molto carini. Quelli che più spiccano sono due, La Macelleria Peroni con all'interno pareti e mensole che raccontano di epoche lontane e l'Autoscuola Ampère, i cui muri sono coperti da foto della Milano che fu. All'angolo con Via Ampère c'è un negozio di stoffe dall'insegna vintage '60 in cui si legge “Sto.Ar”. Girate a sinistra e incamminatevi nella via fino a trovare dopo poco sulla destra Via Falloppio, scopritela marciando sulla destra. Ad un certo punto dovete fermarvi assolutamente al n.9, dentro c'è una parete enorme con su dipinto un grande giardino,poco più in là invece al n.5 c'è un palazzo dall'enorme facciata colorata da rombi rosa ed in stile castelletto liberty.  Arrivati alla fine della via vi troverete in Via Catalani.
  • Prendete Via Catalani svoltando a destra ma mettetevi sul marciapiede sinistro. Qui c'è il bellissimo e decadente Hotel Catalani e Madrid. Il bancone del bar e la lounge all'interno sono in un perfetto stile vintage '60; dovete sostare per un po' qui se volete visitare la zona Casoretto e vivere ancora un po' il suo ricco passato. Finirete dopo poco in Piazza Durante.
  • Qui prenderete di nuovo il 55 che vi porterà a casa emozionati e pieni di... Casoretto!!
Arlo Skocir