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lunedì 12 dicembre 2016

Il diverso e il dì perso

Chi è il diverso,
il diverso o il tuo teschio
che hai tatuato sul braccio
il tuo essere moderno e notato
ti fa sentire qualcuno nel mondo
facendo finta di essere maschio
ma di ogni certezza sei stato svuotato.  
Chi è il diverso il diverso o il tuo Cracco,
la bella tv, il salotto lussuoso, il macchinone pagato a rate,
poi il pianto, la follia perchè forse tutto crolla.
Incapace di non sembrare più ricco
è più facile odiare tutti, dai figli alla folla.  
Chi è il diverso il diverso o il tuo Lotto
a cui dedichi ogni mattina nel bar sottocasa,
pensi che la fortuna ti faccia il sorriso.
Stai crollando ma non vuoi accettarlo
meglio affidarti a un dio che fa tabularasa
di anime perse senza un sogno preciso.  
Chi è il diverso il diverso o tu lercio
senza più voglia di farti la barba e ricominciare a sorridere
lo specchio a che serve se poi là fuori c’è un mondo che non ti vuole
ma crescere vuol dire anche conquistarsi qualcosa
come l’ascolto e la stima di chi è di colore diverso e ai tuoi occhi sgradevole
ma se non ti va d’incontrare begli occhi non sei fatto per sopravvivere fuori casa.  
Chi è il diverso il diverso o il tuo dì perso
tutto il giorno in tuta ,sul divano e davanti alla tv
col cervello fondente di pigrizia e viziata arrendevolezza
tanto c’è mammà che ti protegge e ti tiene al sicuro da un mondo che crolla intorno
manca il lavoro, non si trova la casa
e poi ci sono quei mendicanti laggiù che puzzano di monnezza
il vuoto è non voler cercare, il vuoto è non voler vedere un contorno,    
Chi è il diverso il diverso o la tua testa di sasso
Chi è il diverso il diverso o la tua testa di sasso
Chi è il diverso il diverso o la tua testa di sasso  


Arlo Skocir

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