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giovedì 15 dicembre 2016

Exporn


Domani, 11  aprile, inagura la Mia, LA FIERA INTERNAZIONALE D’ARTE DEDICATA ALLA FOTOGRAFIA E ALL'IMMAGINE IN MOVIMENTO, allo spazio THE MALL – PORTA Nuova. Proprio in Repubblica, vicino a San Gioachimo, all’inizio della passeggiata. Ci sono stato oggi, 10, in buona fede. Nessuno ha avuto niente da contestarmi: avrò avuto l’aspetto da artista oppure avranno capito che sono un blogger/giornalista. Appunto, fine del momento blog. Anzi, no. Cercavo qualcosa di belga, possibilmente fiammingo, ancor meglio di anversese, senza successo, ma lo spazio è grande e zeppo di stand di fotografi. Non trovato il leone nero, ma come nelle storie migliori  di serendipità, ho trovato un’esposizione molto interessante e stimolante: Exporn di Valentina Picozzi, fotografa dilettante, ma occhi profani come i miei non lo avrebbero capito. Fa la dentista, mi ha detto. Già, perché è stata gentile e propositiva nello spiegarmi il senso delle foto e nel dialogare. Nella visitarla, ci si imbatte in sinestesie, citazioni, richiami tra immagini e parole. E così, la prima foto ritrae una figura femminile su un panetto di burro gigantesco: naturalmente è un riferimento a "Ultimo tango a Parigi", ma è altresì una denuncia dello stupro, partendo sempre da questo film. Nella seconda si vedono delle noci di cocco. Che cosa c'entrano con l'erotismo? La didascalia ci informa in qualche lingua caraibica, coco è un termine dispregiativo riferito alla donna. La terza è noce, frutto che ricorda il cervello. Seduzione cerebrale. Frutto grasso che, dicono, faccia bene al cervello, organo fatto di grasso, come scrive Amelie Nothomb in "Diario di Rondine".  Questa è anche l'immagine cartolina dell'esposizione e omaggio al padre dell'autrice, neurochirurgo o neurobiologo, non ricordo. Quella con i crostacei prende in giro il concetto di maschio alfa, superdotato, facendo collaborare di nuovo parole e immagini: in slang, crebs, granchietto,  indica il pene minidotato. Curioso che in slang brasiliano camarão, gamberetto, è modo non molto elegante di riferirsi a una donna e che la nostra espressione "prendere un granchio" in passato indicasse una proposta di matrimonio rifiutata. Insomma, chissà perché questi legami tra sessualità e crostacei. Ripasserò Jung, magari ha detto qualcosa in proposito. L'onore della chiusura è affidato a un dittico cromo-speculare, nel senso che dove nell'uno c'è il bianco, nell'altro c'è il nero e così via. L'intento è antirazzista. Il soggetto è l'ostrica, che questa volta non è solo un simbolo dell'organo femminile o un cibo afrodisiaco. Ricollegandosi ai crostacei a linguaggio, perché una ragazza brutta viene definita cozza mentre l'ostrica ha valenza positiva? Perché questo legame simbolico sesso-mare? A dispetto del nome, Exporn non è una mostra sulla pornografia, ma sull'erotismo, con implicazioni antropologiche. Non ero andato al Mia per cercare materiale per recensioni, ma questa esposizione di Valentina Picozzi merita.

Massimiliano Priore

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