Pagine

domenica 3 aprile 2016

CUORESALDO A CACCIA GROSSA !!





Che cos'è la caccia? Nessuno lo sa spiegare bene. Sono in molti che vedono quest'attività con occhio critico ma non si può negare che la sua logica è legata ad uno spirito virile ed audace. Che ne dite di spiegare la caccia ai ragazzini? Questa poi oggi, in epoca di biologico ed ecosostenibile, sarebbe veramente una follia. Eppure nel 1934 ci fu qualcuno che tentò di raccontare e trasmettere lo spirito dell'avventura attraverso le storie di caccia, stiamo parlando del colonnello Vittorio Tedesco Zammarano che fece la guerra in Libia, si dedicò agli studi zoologici nel deserto e nei viaggi di ritorno in Italia portò degli animali esotici negli zoo romani. Questo suo gioiello di lettura adolescenziale, “Cuoresaldo a caccia grossa”, ci fa capire come parlare di caccia fosse un semplice pretesto per educare i più giovani ad uscire allo scoperto, ad affrontare le situazioni difficili e sopra tutto a non avere mai paura. Oggi siamo in epoca di dipendenza da videogames chiusi nelle quattro mura domestiche e di fragilità esistenziali mentre all'epoca il ragazzo voleva confrontarsi con le belve del mondo - giungla. Ci sono alcuni passi di questo volumetto che fanno capire come l'autore abbia voluto spronare l'audacia del lettore ingenuo, per esempio: ”Uno di voi, dal cuore saldo e dal braccio fermo, dai solidi muscoli e dai polmoni resistenti, capace di correre senza timore e senza stanchezza le vie del mondo, gli angusti sentieri del bosco, le rapide salite dei monti”. La caccia è sopra tutto ciò che riassume la dinamica della conquista e della ricerca prima di arrivare all'obiettivo, oggi non c'è più l'attesa prima di afferrare qualcosa per impossessarsene e questo modo di vedere le cose è già insito nelle generazioni più fresche. Un tempo invece il colonnello esploratore scriveva: “Ebbi tutto il tempo di avvicinare, misurare e scalare la mia gigantesca vittima, caduta sul fianco sinistro...”, c'era il valore della preda e dello studio di essa antecedente alla cattura. Zammarano, infine, giustifica con classe la caccia descrivendola come rito comune a tutte le culture del mondo. C'è una frase in particolare che dice: “ Vediamo come fanno gli indigeni, sprovvisti di fucile, a cacciare simili bestioni. Non ripeto quanto ho già detto: Trabocchetti e lance pensili funzionano egregiamente, e si capisce, anche ai danni degli Ippopotami.”; tutti noi in questo mondo abbiamo bisogno di “cacciare” qualcosa o qualcuno in qualche luogo sperduto e selvaggio del pianeta ed è bene che i teens lo capiscano.



P.S.: Non condividido l'uccisione degli animali ma ritengo che l'educazione alla caccia sia propedeutica alla crescita.
Arlo Skocir

Nessun commento:

Posta un commento