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mercoledì 11 novembre 2015

YASUKO SHIINA SUGIYAMA, Architetture nel blu

Venerdì 6 novembre, alle 18.30, nella galleria di Anna De Plano, in via Petrella, si è tenuta l'inaugurazione della mostra di Yasuko Shina Sugiyama, artista nipponica, caratterizzata dal colore blu. Nei suoi quadri si vedono le sommità di monumenti importanti circondate dal blu del cielo. Molti soggetti sono chiese e le loro guglie, che in questo modo sembrano ancor di più slanciate verso la divinità.

Questa connessione tra soprannaturale e blu nell’arte non è una novità. Se ne possono menzionare due esempi in letteratura. Il primo è Kundera, in un suo capolavoro “Il Libro del riso e dell’oblio” scrive:

 È la morte dolcemente azzurra come il non essere. Perché il non essere è un vuoto infinito e lo spazio vuoto è azzurro e non c'è niente di più bello e di più rassicurante dell'azzurro. Non è certo un caso che Novalis, poeta della morte, amasse l'azzurro e non cercasse altro nei suoi viaggi. La dolcezza della morte è di colore azzurro.



Il secondo è de Quencey che ne “Le confessioni di un mangiatore d’oppio sostiene che d’estate si pensiamo di più alla morte per via degli spazi più ampi che vediamo nel cielo blu teso, sgombro dalle nubi, in grado di farci pensare di più all’infinito e al mistero e quindi a chi ci ha lasciato.


Ritornando alla nostra artista del Sol Levante, utilizza una tecnica molto particolare: parte dalla foto e poi la amplia con i colori.


All’inaugurazione, due tipi di buffet: quello classico italiano e quello giapponese, che però di discostava un po’ dal solito, peraltro buono, da “All you can eat”.


Mp

In calce, il comunicato stampa della gallerista Anna De Plano

YASUKO SHIINA SUGIYAMA


Yasuko Shiina Sugiyama, artista giapponese doc, vive e lavora tra Milano e Kashiwa, Chiba in Giappone.

Inizia il suo percorso artistico all'Università d'arte Musashino di Tokyo, dove si laurea in pittura ad olio.

Affascinata dal mondo occidentale, in particolar modo da autori italiani del Rinascimento e Barocco Yasuko Shiina Sugiyama, si trasferisce a Carrara in Italia. Opera con grande sensibilità utilizzando materie sia antiche, come il marmo, o il carboncino, quest'ultimo, per la capacità di dare risalto e intensità al colore.

La particolarità del suo lavoro, nel campo pittorico,  è l'aspetto apparentemente “ classico “, di architetture storiche proiettate dal basso verso l'alto in uno spazio piatto e molto semplice.

Spesso le sue opere sono caratterizzate da elementi legati alla tradizione giapponese come la mancanza di sfondo completamente spoglio.

Le figure denotano una perfezione tecnica, con prospettive estreme per dare rilevanza al vuoto in contrasto con la semplicità del fondo.

Le tele, di un azzurro intenso, sono tessuti per tende che si trasformano in cieli, scelti e selezionati con perizia dall'artista.

Lo spazio di Yasuko Shiina Sugiyama è il vero protagonista.

Utilizza pastelli a olio particolari, che le permettono, con la gestualità, di lavorare con le mani e modulare direttamente le sfumature senza altri strumenti.

Per ottenere determinati effetti è necessario che i soggetti non si trovino al centro dell'immagine perchè lo sguardo deve essere catturato dalla profondità del quadro e dallo spazio.

Nonostante Yasuko Shiina Sugiyama viva da tanti anni in Italia non ha dimenticato le sue origini e le antiche tradizioni del Giappone.

Il suo stile di vita giapponese rigoroso e incisivo lo si riscontra nella sua vita quotidiana come anche nel suo modo di essere artista.

A tale proposito si dedica all'antica tradizione del tè, l'arte che Yasuko “Sensei” ,Maestro, insegna e cerca di trasmettere anche al pubblico occidentale perchè questa disciplina ci rimanda ad antichi valori importanti che permettono di conoscere l'arte e la cultura tradizionale giapponese.

Come afferma l'artista “ Studiando la cerimonia del tè è possibile apprezzare l'arte, conoscere l'artigianato artistico di oggettistica, la letteratura antica, ma anche l'architettura di edifici e di giardini tradizionali ”.


Il lavoro di Yasuko Shiina Sugiyama trasmette una concretezza molto sensibile, sia che si tratti di marmo, o di dipingere in maniera monocromatica.

L'immaginazione ricorre liberamente sia nella purezza del bianco marmo come nel profondo dei cieli infiniti capaci di caratterizzare le sue opere confermandone le sue radici nipponiche ma suggerendo anche nuove possibilità di future realizzazioni.


                                                                     Anna Deplano

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