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lunedì 2 novembre 2015

LITOGRAFIA e SOGNO


E' una stupenda litografia quella di cui stiamo parlando, un esempio significativo di come l'immagine illustrata su carta abbia rappresentato nel passato il mezzo ideale di trasporto dalla realtà al sogno. Osservando le pagine sgualcite dei libri illustrati dell'epoca ci si rende conto di come certi colori e contorni potessero portare l'adolescente in una dimensione superiore alla sola lettura, in uno stato di costante partenza per un viaggio lontano e imprecisato.
I' opera in sé la conosciamo, si tratta della leggendaria “Le mille e una notte”, raccolta di racconti incentrati sulle imprese della bella Saharazad per conquistare l'attenzione del sultano con le sue doti d'astuzia ed audacia di donna indipendente.
Ma non vogliamo parlare del romanzo bensì del libro. Quella in questione è un'edizione del 1932 e racchiude tutti i caratteri tipici dell'editoria per ragazzi di quel tempo incentrata sull'approccio all'avventura. Dobbiamo analizzare questa particolare copia sotto quattro aspetti particolari per poter arrivare alla conclusione di come la stampa illustrata di questi anni sia stato il risultato di una somma di stili artistici derivanti dal passato ma anche l'apice di un processo tecnico e concettuale preciso. Gli aspetti collegati tra loro che analizzeremo sono: 1- L'illustrazione. 2- L'autore. 3-Il fascicolo popolare. 4-l'immaginazione. L'illustrazione di questo volume esprime tutte le caratteristiche tecniche e stilistiche del disegno di quegli anni. Le immagini evocano chiaramente il sogno anche se sono strettamente collegate alla storia scritta e reale. Negli anni '30 l'immagine da libro in voga è quella dei “Classici del ridere” dell'editore Forniggini e dei volumi per l'infanzia “Biblioteca dei miei ragazzi” della Salani. Tancredi Scarpelli e il suo astro si inseriscono perfettamente in questo contesto in cui l'illustrazione era il valore aggiunto di un romanzo e il filo conduttore tra l'immaginazione infantile e l'idolatria adolescenziale. Nato da una famiglia militare nel 1866 iniziò i suoi lavori più impegnativi per la Nerbini di Firenze. Nick Carter e Nat Pinkerton , (ispirato ad un reale ufficiale di polizia Giuseppe Petrosino) sono stati i personaggi a cui Scarpelli diede anima e corpo artistico; non bisogna però dimenticare Lord Lister, fumetto di carattere pulp tedesco basato sulle storie del ladro gentiluomo Raffles. Vediamo oggi queste immagini sbiadite che s'intravedono tra la polvere depositata sulle pagine di libri che ormai nessuno nota; ci dovremmo domandare almeno per un istante qual'era la funzione di tali disegni. Se prendiamo, per esempio i tre fumetti appena citati dobbiamo ricordarci che oltre ad essere i tre protagonisti principali della storia del Fasciolo illustrato, le loro edizioni costituirono un anello importantissimo di connessione artistica tra l''800 e il '900. In principio era il Feuilleton che veniva venduto a parte dal quotidiano, nella seconda metà del XIX secolo si trasformò in fascicoli-romanzo come quelli delle “Nuove avventure di Fantomas”di Allain. Oltre alla mitica “Penny Dreadful”, da cui è stata tratta una recente serie televisiva statunitense, un esempio su tutti di questa Dime Novel magica è stato senza dubbio Lord Lister (Di cui Scrpelli è stato illustratore nel 1947), soprannome di Raffles, personaggio nato nel 1908 da una rivista pulp tedesca ma diventato popolare successivamente in tutta Europa anche perché si contrapponeva al giustizialista Nick Carter. Scarpelli ha saputo dare anima a questi personaggi tenendoli ben saldi a quella dimensione onirica e sensuale che doveva incuriosire i più piccoli ed accompagnarli verso il sonno. La stessa dimensione emerge dall'esotismo misterioso di questa “Mille e una notte”, il sogno proibito di una donna forte ed eroticamente dominatrice persuade l'artista e lo porta all'opera. Stiamo parlando anche di Chagall che muovendosi in una sorta di sonnambulismo pittorico, decise di illustrare la litografia del 1948 colorando le morbide forme femminili degli avvenimenti fiabeschi. Il pittore affida al mondo dei sogni la sua ispirazione nell'atto del colorare le figure e ne stravolge il cromatismo. Il Cavallo d'ebano che compare di colore nero, per esempio, si trasforma in azzurro nell'azzurro. Un altro esempio sono i gialli auriferi che illuminano i corpi di Julnar del mare o i celesti amniotici degli amanti in Kamar Al-Zaman che sono diversi dai canoni arabi. Tutto questo, insomma, è sogno portato su stampa e Tancredi Sarpelli ha saputo darne contorno e forma grazie alle sue litografie.
Il sogno si è infranto e oggi i resti soffrono nella polvere.

Opera vivente in video:   https://youtu.be/Dw9ESz7BQ3Y

Arlo Skocir

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