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mercoledì 28 maggio 2014

Sangue di contadino diventato sangue blu- Annuncio

Girando per le vie intorno a via Ripamonti, verso il capolinea del 24, potete imbattervi in via Muzio Attendolo (1385-1424). Chi era? Era un ragazzo di Cotignola, un contadino che venne a contatto con i mercenari di Alberico da Barbiano, capeggiati da Boldrino, che apprezzò il temperamento dell'adolescente (doveva avere circa tredici anni), che non li aveva accolti in modo molto amichevole, anche nel dubbio che potessero essere dei Pasolini, nemici acerrimi della sua famiglia. Muzio raccolse attorno a sé un  gruppetto di sette persone, tutti suoi familiari, fratelli e cugini, per nulla scoraggiato dal numero esiguo, ed entrò a far parte delle truppe di Alberico, ma era un gruppo con  una certa autonomia. Fece la gavetta, scalò posizioni, divenne ricco, divenne nobile. Ebbe molte donne, di cui in particolare ci interessa Lucia, che gli diede Francesco. Morì annegato nel fiume Pescara, nel tentativo di salvare un valletto. Ritornando indietro, Alberico apprezzava il suo temperamento vigoroso e un giorno gli avrebbe detto ridendo: "tu vuoi sforzare anche meco". Giacomo Attendolo, detto Muzio, divenne Sforza, anche ufficialmente, trasmettendo il cognome agli eredi. Eh sì, è il capostipite degli Sforza e il figlio suo e di Lucia era Francesco Sforza, duca di Milano. Una sorta di favola di un contadino sul trono, come un racconto di Calvino.
 
Muzio Attendolo è stato quasi dimenticato, forse ancor più di Bernabò Visconti, cui è dedicata una via a Quarto Cagnino e questo post funge un po' da trait-d-union tra i due quartieri  ci piace immaginare i due nobili che si passano il testimone.

Massimiliano

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