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mercoledì 2 aprile 2014

JOIEUX ANNIVERSAIRE MONSIEUR GAINSBARRE

Questa non è una data qualunque, questo è quello che sarebbe stato il compleanno di un mito. Vogliamo ricordare SERGE GAINSBOURG in un modo tutto nostro, gli altri parlano di anniversario della morte e di solito ricordano gli ultimi giorni; noi vogliamo osannare la data di nascita perchè il genio di un uomo è gia nel Dna sin dai primi passi sulla terra. E poi c'è la Storia, in particolare quella della musica, che viene cambiata e segnata dagli eventi e nel caso del signore in questione si può parlare tranquillamente di musica francese pre e post-Gainsbourg.
Siamo stufi di sentire parlare di lui come del provocatore e dell'alcolizzato sessodipendente, siamo stufi di ascoltare le stasse “JE T'AIME MOI NON PLUS” o “INITIALS BB” che ormai sono ridotte al banale ruolo di canzonette da remix in discobar sulla spiaggia di Ventimiglia. Vogliamo parlare di un Gainsbourg cupo ed appassionato al jazz, un artista che negli anni 50 lo potevi trovare nelle Caves di Pigalle frequentate dagli esistenzialisti, capace di stupirti con il suo piano impazzito e con appoggiata sopra una bottiglia di Ricard.
Non possiamo non parlare di “DU JAZZ DANS LE RAVIN” come quello che secondo noi è stato il suo lavoro migliore. L'artista ti coinvolge iniziando a sussurrare con quella sua voce cavernosa e sensuale, pian piano ti risucchia in un atmosfera deliziosamente noir e misteriosa. Poi arriva la follia, follia che sopratutto nei testi si traduce in rime e doppiosensi da ubriacone, che però mescolate con degli arrangiamenti sofisticati creano subito la magia.

L'album uscito nel luglio del 1958 è pieno d'influenze tipiche di quel Crime Jazz che fece la gloria di artisti come Bernstein e Duke Ellington. Ci piace molto il ritmo incalzante di “Black Trombone” con i fiati che sprigionano vera e propria adrenalina mentre le parole sono alla rinfusa e giocano spiritosamente con la rima di parole col finale “one/onne” per esempio ad un certo punto l'artista dice: “dieu perdonne (dio perdona)/la mignonne(la graziosa)/qui fradonne(che canterella)/sulla mia parte illuminata(forse in una stanza buia)..black trombone(nero trombone), monotone (monotono), elle se donne(lei si offre), à demie nue, frissonne( mezza nuda accavallata, chiaro riferimento sessuale),deraissonne (impazzita). Un'alto pezzo fantastico è “Coco e Co.” che paragona il battito di tamburo alla droga: “I temburo che batte è un colpo di crack, questo è un fiore di papavero, Coco e co. , quello lì che sta sorseggiando è un ragazzo della Blue Note, sarà piuttosto Marijuana..”.
C'è anche la malinconica e sospesa “Se mortel ennui” che parla di una noia mortale ,ovviamente vissuta da un punto di vista molto pratico: ” Non abbiamo bisogno di dire nulla nel nostro nido/all'orizzontale/non c'è niente da dire/in verticale/quindi tra un amore e un amore/prendo la carta e la penna/e riempio e,a e o..”.
Non avremo più testi così e non avremo più un folle, disperato, ribelle, geniale Gainsbourg.
                                                       
                                                                     Monsieur G

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