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domenica 2 febbraio 2014

Il diavolo e la vipera

Possiamo annoverare il libro di Luigi Barnaba Frisoli tra i romanzi storici perché parla del rapporto tra Gian Galeazzo e suo zio Bernabò. Non parlerò del primo, del Duomo, di Valentina: temo di offendere la cultura dei nostri lettori, nonostante la sfiducia dello scrittore. Sul secondo, dalla voce dell'autore, emerge che:

1) Amava molto i cani, al punto da considerare propri suoi tutti i cani di Milano e possedimenti e punire chiunque non li tenesse bene. Il suo palazzo era in Piazza Missori ed era chiamato popolarmente Cà di cann. La chiesa di San Giovanni in Conca, in parte ancora presente, era la sua chiesa personale.

2) Andate al Castello e vi troverete il suo monumento funebre, ricavato da un blocco unico di marmo.  Bernabò è però sepolto in Sant'Alessandro, insieme alla moglie Regina Della Scala. Barnaba Frisoli consiglia di utlizzare oggetti luminosi per vedere la lapide.

3) A lui dobbiamo, direttamente o indirettamente, i castelli viscontei e alcune porte medievali di Milano.

4) Riuscì a far sposare figli e soprattutto figlie con la migliore nobiltà europea.

5) Una volta (era estate) fece attendere per un giorno i legati pontifici che si erano recati al castello di Melegnano per recapitargli la scomunica, quindi li fece accomodare e li obbligò a mangiarla.


Il libro è stato presentato alla Biblioteca Vigentina.

6) In esso si parla pure delle streghe del Quadronno.

Massimiliano

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