Pagine

mercoledì 26 febbraio 2014

Amélie Nothomb

Alla Mondadori di piazza Duomo, la scrittrice belga Amélie Nothomb ha presentato il suo ultimo libro, “La nostalgia felice”, edito da Voland. Parla del suo ritorno in Giappone, dove si è recata con una troupe francese per girare un documentario sul proprio passato in terra nipponica. Una meta scrittura di una ricerca su se stessa. Ritornano due temi centrali della sua produzione letteraria: la lingua e il Giappone, protagonista di Biografia della fame, seppur parzialmente, di “Metafisica dei tubi”, di "Né di Eva né di Adamo (ne “La nostalgia felice” ritornano il suo ragazzo dei vent’anni e la sua tata di quando era una bambina) e di Timori e tremori.  Ritornando sul tema della lingua, sono state rilevate le peculiarità semantiche dell’idioma del Sol Levante, la ricerca di uno stile personale, l’esistenza di differenze tra francese classico e quello belga e la centralità della traduzione. Parte del merito viene attribuito a Monica Capuani, che ha detto di venire facilitata nel proprio lavoro dallo stile di Amélie, abbastanza netto e inequivocabile.

Assolutamente carismatica la nostra scrittrice, vestita tutta di nero, con cappellino e treccia. Nella conferenza è uscita la sua ironia, che chi ha letto i suoi libri, conosce bene.

Massimiliano

Nessun commento:

Posta un commento