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giovedì 24 ottobre 2013

OCCHIO ALLA PUNTURA ETNO ROCK !!!

 Mettete dei sorsi di Singapore Sling in un night club orientale ed un'ambientazione da Swinging London alla cambogiana ed otterrete l'atmosfera creata dal suono dei DENGUE FEVER.
Questo gruppo musicale, semi sconosciuto qui in Italia ma di notevole interesse nell'ambito alternativo internazionale, ci piace molto non solo per la carica creativa che sprigiona la sua musica ma anche e sopratutto per la simpatia ed il look originale dei suoi componenti. Zack Holtzman è un'artista geniale ed il vero leader della band, il suo volto barbuto, l'aspetto da santone e la chitarra creata da lui (metà strumento tradizionale e metà strumento moderno) fanno del personaggio un autentico marchio di fabbrica. E' però suo fratello Ethan ,che suona le tastiere in modo divino, ad ispirare l'avvio del progetto perché in un viaggio in Cambogia s'innamora dei ritmi e della cultura locale. Così i due fratelli californiani decidono di fondare una band col nome di una pericolosissima malattia infettiva del lontano oriente e di creare una miscela sonora grandiosa: vibrazioni sixties e seventies che si fondono con progressive rock e musica etnica in un vortice di emozioni colorate e psichedeliche. I due hanno però bisogno di una vocalist, ne cercano un tipo particolare, dalla voce suadente e dall'aspetto sofisticato. Non riescono a resistere al fascino curvilineo ed esotico della cantante Chhom Nimol notata in un locale di Little Phhnom Pehn, il quartiere cambogiano di Long Beach; dopo aver ascoltato la sua voce divina è subito colpo di fulmine artistico.
Il sestetto multietnico così inizia a suonare, incidendo il primo album omonimo nel 2003 contenente canzoni in khmer e molte cover di traditionals cambogiani riarrangiati in un sound meticcio e stiloso allo stesso tempo. Due anni dopo esce “Escape from the dragon house”, primo album scritto interamente dalla band e bellissimo lavoro che contiene “Tip my canoe” uno shake equatoriale a ritmo di pagaiate. “Venus on hearth” ,il terzo album che incidono i Dengue Fever è piu leggero del primo ma non per questo meno sofisticato e stilisticamente nomade. Ma è nel 2007 che viene al mondo “Sleepwalking trought the Mekong”, esperimento sonoro in cui si trova quella che per noi è la canzone più bella e che più rispecchia lo stile del gruppo, è “1000 tears of the dragon” ; il pezzo potrebbe essere la colonna sonora perfetta di uno spymovie anni 70 ambientato tra templi misteriosi e bungalows tra le palme, ..deliziosa!!!
L'ultimo album “Cannibal Courtship” è interessantissimo sopratutto per i testi, alcuni brani esprimono sensazioni forti con un pizzico di fantasia e di humour davvero poetico. “Clement Slipper” parla di una coppia che non vuole vedere e accettare i propri difetti e quindi rifiuta di vivere il bello della storia , particolari sono i versi: “il mio ragazzo ama tutto di me/eccetto le ore senza fine di terapia...”. C'è poi il brano “Mr. Bubbles” che parla di una love story (della cantante) con un essere fantastico sottomarino, quando dice “bacia le mie labbra/le mie labbra sono veleno/il fiume ne è pieno/con una strana creatura/io guardo giù e vedo un riflesso/il riflesso tira via il brutto che c'è in me..” sembra parlare di Ventimila Leghe sotto i Mari.  La musica dei Dengue Fever è attualissima perché nelle sue contaminazioni caratterizzate da ritmi tradizionali e melodie occidentali si rispecchia il profilo della società moderna sempre piu basata sulla convivenza tra culture ed etnie diversissime.... Che la malattia si sviluppi!!!


Mister:G

1 commento:

  1. Mister:G rendi qualsiasi cosa una favola con le tue parole...
    E' un piacere da LEGGERE....

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