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martedì 3 settembre 2013

DOVE VANNO I LUNGOMARI DI FINE ESTATE?

Cammino lentamente ed ogni mio passo fa rumore in questo silenzio.
la mia vista si perde seguendo un percorso indefinito che vacilla nell'oscurità della notte.
Il vento spruzza quel po' di salsedine che al mare rimane da regalare a quelli che restano ed io sono uno che si è ancorato qui e non si muove ,creatura che vive ora a metà tra l'abbandono ed il raccoglimento.
Ogni passante è un'isola solitaria che si muove lontana più di mille pensieri dal passante successivo, il leggero barcollare e il ritmo di suole pigre che raschiano il pavimento si perdono nella sinfonia delle onde non lontane. Capita spesso di non sapere dove andare e rotolarsi per tutta la notte in balia di domande stupide a cui non c'è risposta, di farsi prendere alla sprovvista, disarmati dalla fuga di una stagione troppo intensa per poter cogliere tutti i suoi frutti e troppo ricca di colori per poter comprendere tutta la sua bellezza.

….Dov'è andata l'Estate?
Dove sono scappati tutti?
Dove sono andati i sorrisi? ..
...E la musica?
...E i suoi baci?
I lungomari di Fine Estate sono come una finestra aperta sul vuoto, come una bella donna senza amanti.
Parlano sottovoce,con tono sognante e triste allo stesso tempo.
La loro carezza di sabbia è un gesto sincero e puro che non teme alcuna ferocia, nemmeno quella delle mareggiate d'Ottobre.
I lungomari di Fine Estate sono gli specchi per poter leggere le proprie verità e superare la paura della solitudine. Ogni posto di mare in questo tempo si spopola e regala ai coraggiosi perle nere.
Alcuni lampioni sono accesi ed alcuni sono spenti, i baretti sulle palafitte sono semivuoti ed il lungomare fa intravedere qualche altro lungomare oltre le onde in cui gli spiriti mandano messaggi sospesi che vorrei leggere.
Questo è il luogo ed il momento in cui il mare rivela  la sua più vera e profonda bellezza agli uomini soli spogliandosi di tutti i vestiti luccicanti e lussuriosi.

                                                                     Monsieur G

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