Pagine

giovedì 29 agosto 2013

San Marco e dintorni





 non parleremo qui nel dettaglio della chiesa di san marco, situata nella piazza omonima, in brera. accenniamo solo al fatto che sia, come il duomo, risultato dell'opera di secoli diversi. 

ci interessano:  la statua che sta in fondo, esempio di damnatio memoriae, vale a dire di ogni traccia di una persona, persino nel ricordo
il presepe permanente


il fatto che ci sia l'affresco del drago tarantasio, legato al biscione visconteo

infine questo, che non commentiamo.




nei paraggi, si trova la chiesa luterana.



venerdì 23 agosto 2013

Storia di una pietra



La predicazione cristiana a Milano sarebbe iniziata con San Barnaba.  Secondo questa versione, quello che viene considerato il primo vescovo della nostra città, lo ha fatto un 13 marzo, incidendo con un bastone una pietra dura con tredici raggi e piantandoci poi dentro una croce. Sembra però che la pietra risalga ai tempi dei celti e che avesse una funzione astronomica. In ogni caso, la potete vedere dal vivo nella navata centrale di Santa Maria al Paradiso, in corso di Porta Vigentina.








MP

giovedì 22 agosto 2013

Post rapsodico



Perché non si può solo dei nostalgici dei tempi passati
Perché è saggio e vantaggioso stare sulle spalle dei giganti, ma un giorno anche il nostro tempo  entrerà a far parte della struttura delle spalle
Perché Mozart avrebbe usato un mixer e Dvorak avrebbe aperto un canale su youtube
Perché semplicemente sono belli e non manca l’elemento sublime e bellezza e sublimità non hanno bisogno di altri motivi fuorché se stesse
Perché l'architettura attuale può essere di qualità
Perché come dice Aldo Nove in un libro, Milano non è Milano, che recensiremo, certe cose, anche se non sono dentro Milano, fanno molto più Milano di alcune che sono dentro perché combaciano con un’immagine che se ne ha.
Ecco alcune foto dei giardini pensili di Porta Nuova:

Bosco verticale



Gli atti di vandalismo sulla foto sono stai fatti per  togliere le persone

Gli atti di vandalismo sulla foto sono stai fatti per  togliere le persone
 


domenica 11 agosto 2013

PALI PARLANTI, ...






























Confidenze di un milanese



Il libro di Alberto Pogni* Confidenze di un milanese (Edizioni Virgilio, Milano, 1983) è suddiviso in due parti: la prima in poesia, la seconda in prosa. A noi interessa l’ultima, costituita da riflessioni e aneddoti scritti tra gli Anni Settanta e gli albori degli Anni Ottanta.  Ci sono passi e informazioni interessanti per Redstarline. Peccato  per le lamentelestetiche e moralistiche (ed estetico-moralistche), del  genere o tempora o mores-laudatores temporis acti/ ai miei tempi le cose funzionano/si stanno perdendo i valori etc  (passim) e l’utilizzo sconsiderato e fuori contesto del termine filosofia (p. 128), abitudine esecrabile e purtroppo diffusa (sono laureato in filosofia).  Al netto anche del lirismo, ecco qua: 
1)      La massicciata della ferrovia della vecchia stazione si dirigeva verso Buenos Aires e la vecchia stazione aveva un tetto in ardesia, una bella facciata ed era in una grande piazza alberata (p. 103).
2)      La Stazione Centrale è stata inaugurata nel  1931 e l’autore era già grandicello. (p. 105)
3)      Tra Lambrate e Rogoredo c’era un posto chiamato “la curva delle mele”, chiamato così dai ferrovieri per via di un carico di mele che si era rovesciato sui binari (p. 107).
4)      In via Rivoli, negli Anni Venti/Trenta,  c’era il Caffè Fossati, abbastanza malfamato, da cui si poteva accedere al Teatro Fossati (pp. 109-113).
5) Quando Pogni era ragazzo, il Parco di Monza era frequentato prevalentemente dai giovani e poco dagli adulti.
6) Un bozzetto (A Brusuglio, pp. 164-167) è dedicato alla villa di Manzoni a Brusuglio, Cormano. Peccato per la frase "Nulla di interessante fino a Niguarda: i soliti casermoni che ormai rendono uguali tutte le periferie cittadine" (p. 164). Sapete, Rsl vuole valorizzare queste periferie e reputa che non siano tutte uguali.
7) Dal Sacro Monte di Varese si riuscivano a intravedere le luci di Milano (p. 179).
8) Meazza era di Porta Romana (p.190).
9) A Camerlata, Como, c'è il castello del Baradello, o i suoi resti, fatto erigere dal Barbarossa, dove morì appeso in gabbia Napo Torriani (pp. 191-193).

*Di genitori toscani (era figlio di un ferroviere), ragioniere di professione, poeta e scrittore dilettante, ha tradotto dal francese una biografia di Giacomo Offenbach (informazioni prese dalla quarta di copertina).

Mp

martedì 6 agosto 2013

Via Barzoni 11 e dintorni



Via Barzoni, 11 si trova vicino a Piazzale Gabriele Rosa, tra Corvetto Porto di mare.  Questo numero civico è proprio caratteristico in quanto si tratta un condominio esteso per il lungo e non in altezza, con una fila di appartamenti di un piano (altri dicono due). Mi ricordo solo un altro caso simile: in un complesso turistico a Malga Laghetto, in Trentino, ma là i piani sono tre.

Nel maggio/giugno  2009 su Quattro è comparso un articolo (pp. 1 e 5) dedicato a questo caseggiato, intitolato “Il paese di via Barzoni, 11”. Il termine paese sembra azzeccato, visto che si parla di coesione molto forte tra gli abitanti. Si parla anche di tetti all’amianto ma soprattutto di un progetto che prevedeva, per ampliare l’offerta abitativa, l’abbattimento delle case per costruirne altre. Ad appartamenti abitati. 

Nella piazza Gabriele Rosa sorge anche la parrocchia di San Michele Arcangelo e di Santa Rita, che compie sessant'anni.



























Mp