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lunedì 3 giugno 2013

L'INDIA DELL'IMPERO BRITANNICO ALLA CASA DI VETRO DI MILANO





L'INDIA DELL'IMPERO BRITANNICO ALLA CASA DI VETRO DI MILANO
Ci sono emozioni che sono talmente soffici e nascoste che a volte finiscono per essere trascurate, sospiri malinconici e ipnosi prolungate in balia di viaggi mentali indietro nel tempo sono sintomi da cui è difficile fuggire.
Niente di meglio delle foto d'epoca di viaggi in paesi lontani riesce a creare quella certa magia e poesia che a volte finisce per farci commuovere. Il fascino dell'esotismo e dell'esplorazione oggi non è poi così forte come lo era decenni e secoli fa; oggi, in fin dei conti, abbiamo la possibilità di conoscere in una buona oretta tutti i paesi del mondo facendo un click sulla tastiera o sfogliando una patinata rivista di viaggi. Una volta però era un po' diverso, c'era il fotoreporter che con tutto il bagaglio di curiosità e di spirito d'avventura si inoltrava in lontane terre sconosciute e mediaticamente ignorate dall'Occidente con l'intenzione di intrattenere rapporti personali e condividere la vita (o parte di essa) con popolazioni locali. Forse è proprio questo il fattore che ci fa innamorare in modo così spontaneo di queste foto che ritraggono mondi remoti e dimenticati.
Una mostra che incarna perfettamente questa forma di poesia è sicuramente L'INDIA DELL'IMPERO BRITANNICO, dal 20 Maggio al 28 Giugno presso la Casa di Vetro in Via Luisa San Felice 3 a Milano. C'è una serie di 54 riproduzioni digitali di stampe originali conservate dalla Società Geografica Italiana e ritraggono l'India dei primi tre decenni del XX secolo.
Ci sono vari fotografi che si sono concentrati su una particolare etnia, precise tradizioni e manifestazioni folcloristiche. Tra questi spicca senza dubbio Maurizio Piscichelli che nella penisola tra il 1913 e il 1914 fotografa soprattutto le città di Benares, Calcutta e il magico fiume Gange; non passano inosservate le foto di Massimo Terzano e Giotto Dainelli sulle spedizioni esplorative nell'area dell'Himalaya passando per la catena del Karakoram e i riti buddisti in Ladakh. L'intento della mostra è quello di immortalare le fasi del processo coloniale in India, fenomeno iniziato con l'invasione violenta del Portogallo per impossessarsi di alcune basi lungo le coste utili allo scopo di tracciare una nuova via della seta. Solo dopo anni di scontri tra varie potenze occidentali alla conquista del paese e conflitti interni tra gruppi etnici c'è stata la concessione dell'indipendenza da parte dell'Inghilterra nel 1947; grazie sopratutto alla lotta non violenta di Gandhi.












Vi invitiamo fortemente ad andare alla mostra perché queste foto hanno nella loro anima un occhio sereno tra il fotografo e il soggetto, forse è per questo che sono di una bellezza malinconica. Oggi, invece, molte immagini di paesi lontani raccontano di fame, povertà e sangue trasmettendoci quel senso di freddezza e cinismo che c'è tra società troppo distanti.
MISTER:G

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