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domenica 12 maggio 2013

IL MANEGIUM, LEGGENDARIO POLESINE

Se vi capita di passare per la parte bassa del Veneto, più precisamente nel Polesine, noterete sicuramente il particolare interesse degli abitanti dei borghi di campagna per la rivalutazione e la ricerca di usi e costumi legati alle antiche origini agricole.
In questi paesi infatti col passare degli anni sono sorti veri e propri musei in cui il padrone, spesso il discendente della famiglia di agricoltori, raccoglie vecchi strumenti e attrezzi utilizzati nel passato per lavorare la terra come testimonianza di un'identità culturale ben decifrabile.
Uno dei più particolari è senza dubbio il MANEGIUM di Fratta Polesine che è anche un autorevole associazione culturale che promuove alcune tradizioni richiamandole alla memoria attraverso l'organizzazione di convegni ed esibizioni, grazie all'utilizzo di strumenti d'epoca appartenenti alla collezione etnografica del museo.



Il Manegium è fondamentalmente uno spazio espositivo in cui il turista rivive l'ambientazione e l'atmosfera tipica di quel contesto contadino che ha così fortemente caratterizzato la comunità del polesine col passare degli anni.
In questo spazio troviamo arnesi antichissimi a cui ormai nessuno presta attenzione come lo Sgranatoio a mano, la Gramola, il Tagliapane etc.. Sapete cosa sono? A che servivano? Non ve lo diciamo, vogliamo lasciarvi la curiosità; andate a visitare il museo e vi si apriranno gli occhi.
La cosa che piu ci interessa ,però, è che il lavoro del Manegium si sviluppa per contesti e quindi tutte le iniziative vengono ideate seguendo una determinata documentazione su argomenti precisi. Vi citiamo alcuni temi toccati in passato dai palinsesti dell'associazione e vi renderete subito conto del virtuosismo intellettuale concentrato su queste ricerche:

  • “Polenta e Formenton”: Convegno che tratta della provenienza del mais nel veneto in età antica e come questo ha influenzato la cucina povera locale. E' interessantissimo sapere , per esempio, che il mais arriva nelle campagne venete tra la prime metà del '500 e i primi decenni del '600 e che la tesi “Diffusionistica” conferma che il mais sarebbe arrivato dal Portogallo alla Spagna e al resto d'Europa. Più precisamente i documenti di Biologia Molecolare ci dicono che in Europa ci sono stati itinerari diversi: la prima ondata arrivò dai Caraibi ,dopo lo sbarco di Colombo nel 1493 percorse la Spagna del sud mente un altro flusso provvenne del Nord America grazie alle esplorazioni di Verrazzano (1524) e Cartier (1535) per raggiungere il nord Europa e la Francia.
    Un'altra particolarità della ricerca dedicata al mais è legata al nome ed alla sua storia, pensate che i contadini diedero iniziamente il nome Holcus Sorghum perchè ricordava il Sorgo. In Lombardia, Piemonte e in Emilia fu chiamato Melega, Melogon (la Melega è il Sorgo rosso) ed in dialetto locale iniziarono a paragonarlo a ciò che era turco, cioè strano e nuovo quindi lo chiamarono Soturk, Saturk anche perché era formento indiano.Infine arrivarono nomi come Melegon, Formenton e Poenta.   
  • “Baldassare Faccioli (1840 – 1866), uno dei mille”: Convegno sulla storia dell'eroe locale Faccioli che partecipò come volontario garibaldino alle guerre d'Indipendenza per poi morire nel 1866 durante la liberazione del Polesine. Il personaggio ebbe un trascorso da combattente molto interessante ed intenso: durante la facoltà di Matematica a Padova venne in contatto con i patrioti cittadini del Caffè Pedrocchi dove iniziarono i primi moti veneti nel 1848 ; nel 1860, sull'onda dell'appello di Garibaldi, raggiunse Quarto per imbarcarsi coi Mille. L'avvenimento più emozionante della vita di Faccioli è stato, però, quando Bixio lo volle come vedetta della spiaggia di Torre Faro durante l'occupazione di Milazzo per respingere i Borboni ed evitare l'invasione della Calabria.
    In seguito Faccioli richiese di essere sostituito in questo ruolo così nobile ma anche così rischioso. Ma il garibaldino non si arrese perché in seguito partecipò , durante la terza guerra d'Indipendenza, alla liberazione di Malera e Rovigo nel 1866 con l'Armata Basso Po comandata da Cialdini. Morì per ictus nello stesso anno

...Questi sono solo pochi e piccoli assaggi del leggendario e vissuto Polesine.

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