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venerdì 26 aprile 2013

LADRO DI GALLI



Il mio vicino giardiniere
mi ha rubato un uccello molto pregiato.
Si trattava di un gallo color tabacco
che brucava in una gabbia
in fondo al secondo patio della casa.
Non feci alcun reclamo,
semplicemente: non ebbi il coraggio.
Ogni mattina camminavo furtivo
per la strada sterrata
che costeggia le nostre case
e accostandomi a quella del vicino
ho sentito di nuovo il canto del mio gallo.
È un pennuto che canta come l’angelo Gabriele
spaventando le ombre,
con quattro inflessioni musicali ben distinte.
Questo rituale modesto
si è protratto per tre notti.
Tre volte ho aspettato l’alba
in attesa di ascoltarlo.
La mia vista e il mio udito
si sono aguzzati a tal punto
in quell’ultimo gesto
di possesso dell’uccello
da comprendere
che il debito ormai era saldato.
                                                                               Igor Barreto

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