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lunedì 4 marzo 2013

ROTTA PER: ROGOREDO, TRA DEDICHE AI PARTIGIANI CADUTI E VECCHIE AGENZIE IMMOBILIARI

Rogoredo è una ballata seducente malinconica ma anche combattiva. Rogoredo è un dito di città puntato verso l'immensa campagna padana , quell'atmosfera rurale che ha influenzato questo luogo in tutti i minimi particolari e continua ancora oggi a caratterizzarne il fascino in modo palpabile.
Quello che cattura lo sguardo del viandante che è appena uscito dalla metropolitana o dalla stazione Fs è l'apertura di questo sobborgo ad un'orizzonte che, se pur disegnato da autostrade e svincoli ferroviari, svela una linea d'infinito.
Se vi guardate in giro, camminando per le vie di Milano noterete ,infatti, che in quasi nessun luogo si puo trovare la magia dell'infinito, è impossibile immergersi nella vastità del celo ed iniziare a volare coi pensieri e con la fantasia; questa città ci chiude la grande visuale con i suoi grattacieli appuntiti ed asettici. Questo di cui vi parliamo è un luogo in cui la gente, gli abitanti ,le anime che circolano per queste strade sembrano convivere serenamente con antiche regole di comunità e con nuovi frutti di un progresso edile che non sempre ha portato a comprensibili vantaggi (vedi Prog. Santa Giulia). Qui troviamo la solidarietà e l'identità ,che poi sono le caratteristiche tipiche della vita di villaggio, nonostante tutto ancora intatte e presenti tra i residenti di questo quertiere milanese che dal satellite sembra un quadretto incorniciato da arterie stradali e tranviarie.
Incominciamo questa passeggiata uscendo dalla fermata MM Rogoredo in direzione dell'omonima via.


  • Cominciate a percorrere Via Rogoredo sul lato sinistro per alcune centinaia di metri, in lontananza vedrete in costruzione enormi palazzoni, non fateci caso quella non è la vera Rogoredo, non è la stassa essenza né la stessa passione. Camminando noterete poi delle bellissime villette di colore bordeaux , molto probabilmente origiginarie dei primi anni del '900, sul lato opposto della grande via di comunicazione invece c'è una grande cascina abbandonata, Cascina Palma che alza i suoi ruderi a fatica e nelle giornate invernali formano grandi ombre scure nella nebbia. Oltrepassate Via Monte Peralba che entra sulla destra ed imboccate subito dopo Via Monte Palombino.
  • A questo punto vi inoltrate veramente nel quartiere che prende il nome da un'antico bosco di Rovi (il suo nome deriva dal latino tardomedievale robur). Marciando sul lato destro della via vi farete catturare subito da alcune perticolarità del luogo, fermatevi assolutamente ad osservare l'insegna di marmo dedictata a Vittorio Cervelli , partigiano caduto in guerra con audacia ed onore. Al fianco dell'epigrafe c'è l'ingresso dell'Osteria de Rogored, incantevole luogo di ristoro per viandanti sin da un'epoca lontana ed ai piu sconosciuta. La sala è molto particolare, i tavoli e il bancone sono in legno ed in stile contadino mentre le pareti sono allestite da foto d'epoca di un'Italia e di una Milano che non c'è piu.
    Proseguite sul marciapiede per fermarvi poco dopo davanti alla vetrina con su la scritta Acconciature Maschili, dentro la vetrina noterete un sedie de parrucchiere degne della scenografia del “L'uomo che non c'era”, le pareti e gli specchi sono sicuramente anni 60 e colpiscono per la loro semplicità stilosa. Appena dopo questa vetrina noterete la scritta ICP su una porta, è uno studio di Ottorino in cui dovete assolutamente entrare soltanto per gustarvi l'atmosfera quasi da film di Monicelli: anziani sbraitanti accompagnanti da badanti a un dottore con i capelli in aria da pazzo ,la giacca da sessantottino e i pantaloni dentro gli anfibi... incredibile!!!!! Sul lato opposto della strada noterete il bar Kappa's ,locale molto ampio col bancone in legno e i tavolini animati da vecchi che discutono di sport ed extracomunitari flemmatici con in mano bicchieri di Coca Cola.
  • All'incrocio con Via Monte Cengio girate a destra e percorrete sul lato destro questa via canticchiando i versi della mitica “Andava a Rogoredo” di Jannacci , ad un certo punto fermatevi assolutamente a vedere l'interno del Tondo Caffè parecchio particolare, con il suo bancone molto vintage in legno e metallo, i grandi specchi su cui dominano le mensole frequentate da bottiglie di Cynar a Amaro Lucano; dall'altro lato della strada invece c'è il market asiatico Ambia e Sons.
    Piu avanti, dopo qulache metro troverete un insegna che ha parole di saggezza e lotta: “Quando tetro era l'avvenire d'Italia,impugnò le armi della riscossa, catturato e avviato alla prigionia, sacrificò la giovane vita per elevati e giovani ideali”, è la bellissima dedica al Partigiano Luigi Castrini. Proseguendo imboccate Via Popera a destra.
  • Alla fine della via sul lato sinistro fermatevi e lasciatevi incantare del bar Kiss con l'ampia sala ed il bancone ad angolo circolare, questo locale è molto interessante sopratutto per i particolari: un mandolino d'epoca appoggiato su una mensola salta subito all'occhio ed il bancone ha sulla parete anteriore un design vintage caratterizzato da aste squadrate in metallo su legno. Finito di ammirare il bar Kiss vi trovate sulla grande Via Rogoredo, qui svoltate a destra per incominciare a masticare il marciapiedi destro fino a fermarvi davanti alla scritta Boys of the village (collegamento perfetto con il posto). Un pub questo davvero molto autentico perchè ha un'arredamento in stile irlandese, nelle scritte ,nei tavoli e nel bancone in legno antico e il padrone lo gestisce de oltre trent'anni.
    Proseguite sull'arteria stradale fino ad arrivare dove c'è il supermercato e l'edicola, subito dopo immettetevi in Via Freikofel sulla destra, proseguite sulla destra fino a notare un'insegna dedicata al partigiano Luigi Villa su un muro di un palazzo: “Animato da nobili sentimenti,sostenne con le formazioni partigiane aspri combattimenti. Grave ferita ne affrettò l'olocausto per raggiungere la gloriosa schiera dei martiri per la resistenza”;.. parole sante. Continuando a marciare su questo lato vi troverete davanti una vetrina con su l'insegna Millecase, un'agenzia immobigliare degli anni 60 ,molto probabilmente una delle prime a Milano, con uno spazio interno decorato da vecchie foto e da un'orologio molto vintage appeso al muro. Appena dopo l'agenzia si ritorna su Via Monte Cengio.
  • A questo punto girate a sinistra per percorrere la via sul marciapiede destro. Appena prima dell'incrocio con Via Monte Palombino vi troverete davanti ad oggetti originali e graziosi che vi osservano dal vetro, con su scritto Merceria Al Posto Giusto, dovete entrare e ammirare un'atmosfera unicamente naif, ci sono oggetti, collane orecchini, vestiti e libri su vecchie mensole e pareti impolverate che danno all'ambiente un'aspetto datato e proletario. Superato l'incrocio andate fino in fondo a Via Monte Cengio dove domina la graziosa parrocchia della Sacra Famiglia di Rogoredo. Sul lato opposto della piazzetta dove si trova la chiesa fatevi ammaliare dai colori accesi e gioiosi di murales con messaggi importanti, in contrasto col grigiume circostante. Continuate a camminare e fate la curva immettendovi in Via Monte Peralba, percorretela vino in fondo sul lato sinistro. Vi farete colpire alla vista di una piccola parete vetrata su cui domina la scritta Risuolatrice Rogoredo, vecchio calzolaio coi sogni di un'altra epoca nascosti nelle suole di oggi, nella luce opaca del locale e sul bancone di saggio legno scuro.
  • A questo punto siete tornati di nuovo sulla piu volte citata Via Rogoredo , tornate nella direzione opposta da quella in cui siete arrivati cioè verso la fermata del metrò.
    Camminando e seguendo i vostri stessi passi pieni di curiosità e di un fresco profumo di scoperta guardate a sinistra per seguire meglio quel contorno tortuoso e sofferente che esce dalla brughiera; Cascina Palma è un po la metafora di Rogoredo: una comunità antica e semi-agricola che soffre la vecchiaia ma si rifiuta di crollare anzi, c'è e si vuol far ben notare.

Mister:G

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