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lunedì 25 marzo 2013

Messianismo



Il terzo appuntamento alla Chiesa Avventista di Piazza Mirabello ha avuto come relatore Hanz Gutierrezun pastore di questa confessione nonché docente a Firenze (e, infatti, aveva i tempi un po’ tirati). Il relatore ha parlato del concetto del tempo, circolare e ripetitivo, dei popoli prebiblici e di come la Bibbia introduca un’idea lineare del flusso temporale e con essa quella dell’unicità e irripetibilità dei momenti, del futuro e dell’utopia.  L’utopia ci conduce al messianismo, che secondo Gutierrez trova un bilanciamento perfetto nella credenza nel giudizio finale. Equilibrio che l’avventismo sembrerebbe aver in parte dimenticato, mettendo eccessivamente l’accento sul giudizio universale (“di notte avevo gli incubi, sognavo gli angeli con il libro con su la lista dei miei peccati”), soprattutto le generazioni di una volta. Nei propri albori l’avventismo ha avuto il merito di cercare di raffreddare l’entusiasmo eccessivo positivista presente in quel tempo. Epoca che ha diviso l’idea di speranza nel futuro da quello di Dio, con un messianismo ateo (come non pensare al Comunismo?), con il fattore positivo di aver reso gli uomini più dinamici e meno conformisti e supini alla propria esistenza. Infine, un accenno al fatto che la salvezza e il paradiso sono a disposizione di tutti e che il Regno non si può coincidere con nessuna religione e che sarà molto più capiente.

Mp

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