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venerdì 22 marzo 2013

Daverio: Milano spagnola

Il 12 marzo nella chiesa di San Carlo al Lazzaretto c'era ospite Daverio. Si è parlato di una Milano antica, vagamente a forma di cuore, nelle cui cartine in alto non c’era il Nord bensì il Castello Sforzesco. Una Milano divenuta una delle città più importanti della Spagna, nonostante quel periodo sia considerato uno dei più bui della nostra città in base alla pubblicità fatta dagli austriaci.

(Roland Barthes, a proposito di De Sade, parlava di censura positiva, che consiste nel diffondere un’immagine negativa di qualcuno che viene poi accettata comunemente in modo acritico, n.d.a.).

Una Milano culmine di un tipo di città, di un’idea, che si ritrova anche a Palermo e ad Anversa (!!!!!).
Una Milano spagnola che trova il proprio simbolo in Sant’Alessandro, il cui modello si ritrova anche in Sudamerica, visibile in alcuni film.
Una Milano spagnola che ha lasciato in eredità al nostro dialetto una sola parola: lercio (ma è dialetto?). Però sapevo che anche scarligà, scivolare, viene da quell’area. Come non notare infine che il cognome Villa si ritrova si qui che là?

mp

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