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lunedì 25 febbraio 2013

Luteranesimo





Sabato 23 febbraio nella chiesa di piazza Mirabello si è svolta  la seconda conferenza del ciclo patrocinato dall’istituto avventista di cultura biblica. Il relatore era il pastore luterano dottor Ulrich Eckert, della chiesa di via De Marchi, non molto distante.  Ha dichiarato che i luterani in Italia sono circa quattromila, più millecinquecento simpatizzanti e ha detto di essere sposato con una pastora valdese siciliana, facendo anche alcuni riferimenti alla Trinacria. Senza fare una storia della riforma protestante, i punti interessanti del discorso sono stati il fatto che Lutero avesse affisso le sue tesi in latino sulla porta Castello di Wuttemberg e quindi non per il popolino, che all’inizio credeva che Papa e vescovi fossero all’oscuro del commercio delle indulgenze, che la parola protestante nasce nel 1530 dopo la revoca della tolleranza religiosa fatta da Carlo V, che l’aveva concessa perché in guerra con gli ottomani, ma che ha anche un’altra etimologia, testari pro, manifestare, dimostrare, essere testimonial per qualcosa, in questo caso per la propria fede. Si è anche rammaricato della frammentazione protestante e luterana nel particolare, del fatto che alcune conquiste, per esempio l’abolizione della schiavitù, non siano venute dai luterani, ma da altre confessioni, come i metodisti, del fatto che l’antiebraismo ottocentesco, humus del nazismo, abbia avuto origine proprio da Lutero, che in un primo momento aveva avuto uno scambio positivo con gli ebraici e del fatto che nei Paesi luterani chi va alla funzione rappresenta solo il tre per cento, contro il dieci dei cattolici, mentre si vede un’avanzata delle religioni a struttura verticistica, rappresentate non solo dalla Chiesa cattolica, mentre i protestanti sono sinodali. Chiesa cattolica che ha riconosciuto, in Vaticano II, i protestanti come comunità religiosa, anche se non proprio come chiesa.  Ha detto anche che in alcuni elementi una funzione protestante può ricordarne una cattolica e ha parlato della differenza di atteggiamento sui gesti e sui simboli da parte delle diverse confessioni protestanti, tra cui i luterani sembrano essere tra i meno rigidi, e delle sinergie tra le diverse confessioni protestanti.

Gent (Gand), statua di Carlo V


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