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venerdì 11 gennaio 2013

POSTAL CIRCUS



Basta!!! ho deciso domani mi butto , non ne posso piu di questo aspettare, di questo tergiversare. Il periodo del Circo è ormai storia passata, mi sono divertito a far sghignazzare il pubblico con il mio travestimento buffo e colorato e con quell'espressione tristemente allegra . Tutti mi riconoscevano per i miei giochi magici e buffi e per quella lacrima dipinta sulle guance che scende sul sorriso di trucco rosso. Dove trovavo tutta questa energia che dentro di me nasconde un vuoto ma per chi vedeva il mio show era fantastica?
Mi piaceva vedere il sorriso della gente, di tutta la gente.. quel sorriso che in vita mia non ho mai avuto, né durante l'adolescenza in un mondo di estrema povertà, né ora in questa solitudine.
Voglio ancora fortemente che la gente rida, e se non c'è nessuna ragione per ridere.. beh quella ragione devo essere io!!
Poi il Circo ha chiuso per le poche entrate ed è arrivata la crisi, non ho piu saputo gestire la mia vita in completa autonomia ,ho perso per strada tutte le persone che mi stimavano e con cui mi divertivo, ho dovuto fare anche la carità ma la cosa che mi ha fatto soffrire di piu era non vedere piu sorrisi attorno a me.
Allora cosa farò domani? Ve lo dico subito, entrerò improvvisamente nelle Poste di Monteceneri con in mano le valige .. mi farò spazio tra quella coda di persone imbronciate ed ammutolite da un'attesa snervante e da un ambiente asettico.
Poi guarderò tutti davanti sorridendo , dicendo “jouer est la vie!!” aprirò le valige, ..in fretta e furia infilerò il mio costume colorato, metterò la bombetta e mi truccherò ricordandomi di dipingere la grande lacrima sulla guancia.
Dopo i preparativi voglio iniziare a suonare la mia tromba facendo roteare l'hula hoop attorno alla vita..,questo è il mio spettacolo ma so fare anche altro in una Posta come fare il giocoliere con i birilli e la radio per la musica di sottofondo; forse un numero , forse l'altro, forse entrambi.. chissà.
Se mi butteranno fuori che me ne frega tanto ritornerò nel pomeriggio, poi sono quasi certo che la gente vorrà che resti, sarà troppo incantata da quella imprevista e insperata felicità.
Mi sono rotto delle Poste, di quei musoni che si vedono seduti sulle sedie ad aspettare di pagare la bolletta, di questi sguardi indifferenti e indisposti al dialogo, di questi spazi inespressivi e impossibilitati ad essere riempiti di sorrisi e di arte.
La Posta è il simbolo dell'oblio della razza umana, il coperchio che chiude dentro e non fa uscire tutta l'emotività e la fantasia dell'uomo. La Posta è un luogo senza identità e per questo non ci sono rapporti umani.
Per questo motivo voglio dare spettacolo domani,per vedere svanire quei bronci, quegli sguardi cupi e trasformarli in gioia incontenibile. Voglio far sì che la gente si dimentichi i propri doveri contabili e sia incredula dell'ancora esistente capacità di far sorridere.
Questa ,credetemi, sarà la mia piu grande sfida: Se riuscirò a trasformare una Posta in Circo, beh..allora potrò dirmi guarito.


                                                                            Mister:G

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