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domenica 20 maggio 2012

Zee Avi, il sogno (esotico) continua



Sirene, paesaggi incontaminati, spiagge deserte tra palme e coralli, tribù e popolazioni sconosciute, donne vestite di indumenti floreali ...e una sola grande cornice: l'oceano. Sono questi gli elementi che hanno fatto grande il mito dell'esotismo.
La voglia di raccontare mondi nuovi e lontanissimi è nata decenni e decenni fa, sin dall'epoca delle prime esperienze, dei secoli delle esplorazioni oltreoceano (ma forse prima. In fondo, la linea che ci separa dall'esotico c'è sempra stata ed è perennemente mobile); avventurieri, navigatori e gentiluomini di fortuna amavano tornare dai viaggi portando in patria oggetti, tesori.. ma anche racconti,leggende delle terre che avevano visitato.
Tutto questo ha creato un vero e proprio fermento culturale e un forte fascino legato a una determinata atmosfera. L'esotismo, inteso come arte e come modo di creare un immaginario collettivo, si è sviluppato coi primi racconti di Melville,Salgari e Stevenson ma anche nelle donne di Thaiti raffigurate nei dipinti di Gaugin. Negli anni Cinquanta erano esotici i films di Elvis alle Hawaii e le pagine di Hemingway, nei Sessanta l'appeal apparteneva decisamente alle cacce subacque in acque coralline e ai complotti tropicali del miglior Bond.
Gli anni Settanta hanno segnato un'impronta più intellettuale ed impegnata a questo genere: i Beatles in India con Ravi Shankar, il movimento hippy e l'ineresse per Shiva, Hugo Pratt che crea Corto Maltese, La Patagonia di Bruce Chatwin e L'Oriente di Tiziano Terzani. Ma oggi...cosa è rimasto dell'esotismo? ...In questa società ormai ipertecnologica in cui non si ha piu il senso dell'ignoto, non si usano piu né vecchie cartine né diario di viaggio; bensì Gps, I Pad e telecamere digitali...
Bene, qualcosa di esotico esiste ancora, c'è ancora qualche artista che riesce a farci immaginare orizzonti e mari sconfinati, isole abitate da donne e uomini incantevoli, avventure solitarie e mistiche...
Un personaggio di questo genere è sicuramente Zee Avi, giovane venere malese, cantante, suonatrice di Ukulele e Chitarra. Nata nella stessa terra di Sandokan, nella leggendaria Sarawak, ma trasferitasi poi a Londra per intraprendere gli studi di Fashon Design, Zee Avi ha l'impronta di cultrice dello stile ed è ben evidente nel suo look molto etno-chic (orecchini-conchiglia, collanoni, giacche e gonne freak) e nell'interpretazione ricercata delle sue canzoni.
Tra i suoi pezzi possiamo segnalare “Madness”, un jazz sound un po malinconico un po frizzante in cui spiccano le doti vocali di una donna sofisticata. Un'altra canzone molto carina è “Stay in the clouds” in cui un'Ukulele ci trasporta nelle atmosfere tropicali come se fossimo guidati dal vento del Pacifico. Le migliori performance sono però, secondo me, in “Kantoi – sing along” (un Cha cha cha in lingua locale che sa molto di Vintage anni '60 alla Izumi Yukimura) e “Just you and me”. Quest'ultima è particolarmente interessante per il testo, parole che parlano del viaggiare insieme, della voglia di esplorare, di evadere (anche con la mente)dalla routine..
Beh, dite quello che volete, ma, in fin dei conti, questa è la filosofia dell'esotismo; un concetto semplice, forse ingenuo, molto spesso confuso con la parola Turismo, ma ancora seducente.........

….Guardare/ascoltare Zee Avi per credere.

Monsieur G

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