Pagine

lunedì 30 gennaio 2012

ROTTA PER: ZONA MACIACHINI, ALTA VIA FARINI

Caro lettore, eccoci ad affrontare un percorso che ti piacerà moltissimo perché, se pur sottovalutato, direi che entra nel vivo di quella Milano autentica e alternativa che ci divertiamo tanto a raccontare.
Un quartiere un tempo periferico e popolare, oggi in notevole trasformazione ed una piazza che sta cambiando faccia: dal posto apparentemente insignificante di molti anni fa ad un crogiolo etnico abbellito da un'architettura multicolore e da angoli divenuti improvvisamente luoghi di ritrovo.
Questa zona è sempre stata ignorata dal punto di vista sociale perché sovente paragonata dall'opinione pubblica alla più malfamata Via Padova che offre spesso un'ottima motivazione ai vari luoghi comuni anti-razziali in città.
Invece queste vie esprimono una combinazione di autenticità e d'integrazione tra gli abitanti che rivela quell'umanità nascosta di Milano difficile da scoprire; ma chi ha buon spirito d'osservazione avrà già avuto modo di conoscere.

  • Iniziamo la nostra passeggiata dal punto in cui Via Pellegrino Rossi cambia nome (e pelle) e diventa Via Imbonati e cioè da quel ponte della ferrovia sorretto sull'importante arteria stradale. Percorriamo la via sul marciapiede destro perché ricco di particolari interessanti come negozi di telefonia gestiti da cinesi al fianco di vecchi restauratori di mobili.
    Appena prima di incrociare sulla destra Via Conte Verde fermatevi ad osservare la panetteria
    “Il forno”,se entrate noterete la signora che vende il pane, personaggio molto naif, che non perderà l'occasione per parlare del più e del meno con i clienti.
    Anche l'arredamento all'interno è rimasto ancora quello di alcuni decenni fa e parla senza dubbio di vita vissuta.
  • Proseguite su via Imbonati e marciate sempre sulla destra mentre sulla sinistra, dall'altra parte della strada,noterete la maestosa struttura del villaggio manageriale Maciachini e della palestra trendy Virgin Active costruita sulle ceneri della vecchia fabbrica Carlo Erba.
    Questo complesso,se pur avendo uno stile architettonico contrastante con quello degli altri edifici, non passa inosservato grazie all'aspetto molto europeo (richiama il design di certi progetti berlinesi). Ad un certo punto tra vari negozietti e kebab arabi, noterete due trattorie molto vicine l'una all'altra, la prima si chiama Trattoria Piemontese vi colpirà sopratutto per il bancone, vero pezzo d'antiquariato anni 50, che s'intravede dalla vetrina. La seconda ha l'insegna con su scritto semplicemente “Trattoria” e al suo interno, sulle pareti,ci sono appese vecchie foto di angoli della città, non potete che esserne incuriositi.
  • Arrivate nel punto in cui Via Imbonati, come un fiume, “sbocca” nel grande slargo che è Maciachini, interessante crocevia di pendolari e di vagabondi metropolitani. Particolari sono i silos visibili dalla fermata dei tram,sulle cui superfici sono stati dipinti dei volti umani e poi i baracchini citati nella bella canzone di Folco Orselli “La ballata di Piazzale Maciachini”.
    Attraversate questa platea di cemento e di colori seguendo il percorso del marciapiede che porta alla fermata dell'autobus 70(per Moscova) e immettetevi in Via Menabrea ;ad un certo punto, all'altezza della BPM, non passerà inosservato Reza, un venditore sri-lankese dall'aspetto piratesco che, da dietro la sua bancarella,tiene banco tra i curiosi e gli amici connazionali.
  • Proseguite,attraversate l'incrocio sulla sinistra e imboccate Via Menabrea, percorrendola sul marciapiede sinistro, circa a metà della via ,dopo le poste capiterete davanti al Museo della Macchina da scrivere, luogo veramente unico che sembra essersi fermato nel tempo; dalla vetrina non si vede nulla ma guardando l'ingresso vi farete incuriosire da un'atmosfera misteriosa e affascinante.
    Ma, poco prima di arrivare davanti a questo spazio, se ci fate bene caso vedrete una vetrina senza insegna, l'interno sembra essere adibito a spazio esposizioni di oggetti vintage: si vedono quadri,vecchi soprammobili e cianfrusaglie varie..
    Ma quello che cattura l'attenzione è un signore anziano seduto di spalle che dorme immobile come se fosse parte integrante dell'allestimento vetrina e, credetemi, questo dorme sempre … quando lo vedi pensi: “...alla faccia dello stress da città,lui è il più furbo”.
  • Continuando a marciare sul lato sinistro di Via Menabrea arriverete all'incrocio con Viale Stelvio, attraversatelo e prendete sulla destra Via Cusio, da qui entrate nel parco di Sala Fontana, area verde molto carina sopratutto grazie alla visuale sulla facciata posteriore della chiesa e dell'oratorio il cui fascino non passa inosservato. Dal parco uscite verso Via Lepontina percorrendola sul marciapiede destro, dopo aver attraversato Via Farini continuate a camminare. Ad un certo punto sulla destra vi coglierà di sorpresa il Bar Ristorante “Forchetta d'oro” dalla cui vetrina rivela chiaramente tutta la sua identità. Le pareti di questo spazio parlano di un Magreb antico, l' Egitto degli anni 60 ritratto nei quadri appesi e dei tavoli che parlano di prime immigrazioni su cui leggeremmo volentieri qualche libro di Camus.
    Appena dopo il ristorante troverete l'insegna con su scritto semplicemente “Barbiere” e all'interno, un'arredamento anni 50, da non farselo scappare, degno di una scena del film “L'uomo che non c'era”.
  • Fate inversione e tornate in Via Farini, attraversate per la seconda volta l'incrocio e, questa volta, girate a destra e percorrete la grande via sul marciapiede destro. Dopo qualche minuto , successivamente aver incontrato il semaforo di Via Alserio, vi imbatterete in un gruppo di anziani che chiacchierano davanti ad un bar, situato prorio nell'angolo acuto tra Farini e Via Rosso.
    Questo é il bar Mokarabia, il cui interno assomiglia piu ad un ritrovo di dipendenti da Briscola che ad un'area adibita per rifocillarsi. Il bancone e le mensole sono, comunque, curati in maniera impeccabile se pur appartenenti ad un'altra epoca.
  • Qui finisce il nostro itinerario: alla fermata dell'autobus 70 (davanti al bar) aspetterete la prossima corsa e tornerete alla fermata metro più vicina e cioè nel bel mezzo del nostro crudo e puro Piazzale Maciachini.


Nessun commento:

Posta un commento