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mercoledì 21 dicembre 2011

Passeggiando per Anversa-Vecchi scritti riproposti

La canzone di Vinicio Notte newyorkese potrebbe essere benissimo modificata in Notte anversese. Tutto quanto puoi comprare. Infatti, passeggiando, gli itinerari dello shopping sono davvero tanti. Anche se la strada dove fare acquisti è il Meir, considerata tra le più importanti d’Europa da questo punto di vista. Il Corso Buenos Aires di Anversa, anche se assomiglia di più a Corso Vittorio Emanuele.

Diamanti e altro Fin dallo sbarco in stazione, si viene accolti dai numerosi negozi di diamanti, che si trovano sia fuori che dentro la stazione. All’interno dell’area della stazione c’è infatti un lunghissimo corridoio, dove, naturalmente, il predominio è di gioiellerie e bigiotterie. Curioso ma anche molto efficace un distributore automatico, che eroga non solo bibite e merendine, ma anche altri prodotti alimentari e anche non alimentari. Attorno alla stazione, a parte i diamanti e il museo dei diamanti, ci sono ristoranti, locali e altri posti dove rifocillarsi. Naturalmente, non mancano le friggitorie. A questo proposito, occorre aprire una parentesi e dire che in Belgio, in tutto il Belgio, ne esistono di due tipi: all’aperto, simili ai nostri baracchini, e al chiuso, veri e propri locali sui generis. Restando in tema di cibo, immancabili i negozi dove si possono comprare cioccolato e di praline. I dolci tipici della città sono le manine di Anversa, o Antwerpen hands. C’è anche una bevanda, di colore giallo, che di chiama Elisir di Anversa. E poi, siamo in Belgio: volete privarvi delle gauffres, che potete trovare nella versione più conosciuta, ma anche mini, in sacchettini che vendono al supermercato[1]. E poi, siamo ad Anversa, dove risiede una delle più importanti comunità ebraiche del mondo, volete privarvi di un po’ di cibo kosher. E se proprio non potete farne a meno, compratevi un gelato. Rigorosamente australiano.

Nonsolomoda La statua dell’eroe cittadino Silvius Brabo impugna la mano appena recisa e ancora del gigante Antigone. Le mani sono uno dei topoi della citta. Nelle vetrine, ci sono mani finte. Le vetrine. Le vetrine di moda, in una delle città che si sta affermando in questo campo, espongono opere di stilisti locali e stranieri, soprattutto italiani. Se si è italiani, non si possono non notare, a parte le grandi firme italiane della moda, magliette e felpe con stampati su articoli di giornali come Gazzette o con su scritto tipico turpiloquio nostrano. Una delle tappe della città è il Momu, il Museo della moda, che si trova nel quartiere di Sant’Andrea, un tempo zona molto povera. Attorno alla chiesa di San’Andrea, c’è  un’altra concentrazione di antiquari, un’altra delle cose che caratterizzano la città. Tanti gli oggetti antichi che si possono vedere girando per la città o facendo delle ricerche in rete. 

Analogie Corso Buenos Aires, il Meir, due delle principali vie commerciali d’Europa. Corso Buenos Aires è stato paragonato alla Quarantaduesima strada di New York. E poi, la moda, della tutte e tre sono prestigiosi palcoscenici, il teatro, visto che Anversa va molto orgogliosa del proprio Teatro dell’Opera e del proprio Teatro Bourla, per non dire dello Sport Paleis, dove si tengono concerti di grandi cantanti, anche internazionali, e una certa grandeur che le città condividono, insieme a una forza economica e culturale. 

 Mp

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