Pagine

mercoledì 21 dicembre 2011

Anversa e Milano/1 -Vecchi scritti riproposti

Arte e architettura con la cattedrale gotica, i bei palazzi e gli innumerevoli musei. Le caratteristiche case rosse con il tetto a punta, che sembrano delle fiamme (in un locale ho sentito l’espressione “le Pays flammant” e credo che l’etimologia possa essere questa). Edifici barocchi, edifici in stile liberty, che quasi sempre si mischia con lo stile fiammingo, edifici barocchi ed edifici moderni. Anche la stazione merita una visita: non a caso è chiamata la Stazione Monumentale.

Stile, visto che si pone come uno dei poli della moda Tutto inizia negli anni Ottanta, con sei ragazzi diplomati all’Accademia Reale delle Belle Arti e specializzati in moda e design. La stampa inglese li battezza “The Anwerp Six”, Vogue riprende l’espressione. Da noi, sono i “Sei di Anversa”. I loro nomi? Walter van Beirendonck, Dirk Bikkembergs, Ann Demeulemeester, Dries Van Noten, Dirk Van Saene e Marina Yee. Non ci sono però solo loro. A loro bisogna aggiungere nomi come Martin Margiela e Veronique Branquinho. Tutte figure che, se non dicono molto al grande pubblico, hanno trovato spazio nelle boutique meneghine e sulle passerelle. Gli Antwerp Six hanno aperto un tracciato, che non sembra esaurirsi. Perché si parla ormai di uno stile Anversa, perché è la città che detta le tendenze in tutto il Belgio, perché passare la prova anversoise vuol dire andare con tranquillità a Milano e a Parigi. Ma la moda interessa non solo agli aderti ai lavori, ma anche a molti i cittadini anversesi, che hanno saputo omaggiarla dedicandole anche un museo, il Momu. Passeggiando per la città, si possono vedere le principali firme che si vedono s Milano e le più importanti vetrine che si vedono a Milano. Sempre a proposito di stile, come dimenticare che Anversa è la capitale dei diamanti? Per completare il quadro, la città è all’avanguardia anche nel settore design.

Ogni tipo di cibo e di ristorante. Oltre ai kosher, vista la forte presenza ebraica, ho visto ristoranti croati e ristoranti portoghesi. Persino un ristorante milanese. Senza tralasciare la cucina locale, le friggitorie dove friggono salsicce, polpette patatine e tante altre leccornie.

Il divertimento, di ogni tipo, a partire dagli aperitivi sul far del tramonto, nei locali (non solo di sera), nelle discoteche, nei night club. Anche semplici, nelle belle piazzette, che di giorno sono piene di artisti metropolitani, come giocolieri e musicisti. Accanto a tutto questo, c’è anche un’Anversa underground, che mi è sembrato di intuire e alcuni filmati e alcuni siti corroborano questa mia ipotesi.

Un tempo, la città era uno dei centri più importanti del commercio mondiale e anche nei nostri tempi sembra avere il proprio ruolo. Si consideri solo il fatto che sia il secondo porto fluviale d’Europa.

Allora, perché non far gemellare Milano e Anversa? Perché non creare una collaborazione, che farebbe bene a entrambe le città?

Mp

Nessun commento:

Posta un commento